Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore

"Il bambino chè è in lei viene dallo Spirito Santo"
21/12/2025
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Mancano pochi giorni al Natale ed i Vangeli della settimana dell’avvento ripercorrono tutti i momenti salienti dell’attesa. Il prof. Massimo Cassara’ commenta il vangelo di oggi sul sogno di Giuseppe

Dal Vangelo secondo Matteo

Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.

Però, mentre stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».

Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa “Dio con noi”.

Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.

 

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Quarta Domenica d’Avvento.

“Quando si destò dal sonno (Giuseppe) fece quanto gli aveva ordinato l’Angelo”. L’uomo giusto è capace di cogliere con immediatezza la verità che si rivela: Giustizia interpella giustizia, il Cielo interpella la “buona terra”, quella che non ha mai smesso di rimanere fedele a se stessa; si tratta dell’uomo retto, colui che non baratta la propria vocazione, la propria nativa inclinazione con le cose di “quaggiù”: la guerra, lo scontro, l’asfittica pretesa di sapere ogni cosa, di conoscere il vero eludendo le ragioni del cuore ansimante d’amore e di giustizia. Giuseppe non espone Maria al pubblico ludibrio, nonostante le apparenze che potrebbero indurlo ad emettere giudizi affrettati, egli continua ad amare la sua promessa sposa. Senza indugio alcuno egli è pronto a sottrarla al furore dell’uomo, ai suoi disinvolti verdetti di morte, alla sua perenne ostinata preclusione alla compassione ed a quell’amore che si fa perdono. Giuseppe sa che alle voci della terra, avide di sangue, di vendetta si deve contrapporre un “lassù”, una risposta convincente al nostro desiderio di bene. La voce che chiama non distrugge, edifica; non causa dolore, genera vita e gioia; ciò che interpella non gioca con l’uomo, sa che qualcosa di divino è in grado di donargli discernimento: è detto dalla Chiesa Maestra che l’uomo “è capace di Dio”, è in grado di captare la Sua voce, la Sua chiamata anche in mezzo ad una moltitudine di voci. Sa farlo tra migliaia di interferenze, tra subdole lusinghiere soluzioni al suo mal di vivere( web, social, strambalate filosofie e visione capestre dell’uomo: teoria gender); soltanto Dio è in grado di soddisfare il cuore dell’uomo.

“Il bambino chè è in lei viene dallo Spirito Santo”, Giuseppe non tentenna, non si lascia sopraffarre dalla diffidenza. Osservando l’agire del giusto Giuseppe, Dio confida ancora nell’uomo, fonda il suo disegno di Salvezza su quella parte di umanità che ha dato alla speranza intima di pace un nome distinto, ben definito; ha preso le distanze da un generico, fatuo e superstizioso

augurale avvenire, conferendo alla speranza il nome Dio e di suo Figlio: Colui il quale ha deciso di assumere carne umana prendendo il nome di Gesù!

A noi quella immediatezza di discernimento del giusto Giuseppe, poichè Dio indica sempre ai suoi figli la via d’uscita dal tunnel della impossibilità, della disperazione. Custodiamoci puri di cuore. Saper leggere nei fatti la Sua volontà e agire di conseguenza con speditezza, questa è via di salvezza per l’uomo!

Prof. Massimo Cassara’

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