Arrestata Giudice del Tribunale dei minori

La magistrata avrebbe violat i doveri del proprio incarico, favorendo cooperative per minori disagiati e coprendo irregolarità in cambio di assunzioni destinate ad amici e parenti
02/01/2026
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Firenze – Un presunto sistema di corruzione e favoritismi all’interno delle case di accoglienza per minori ha portato all’arresto della Rosa Russo, giudice onoraria del Tribunale dei Minori di Firenze. Il provvedimento, eseguito dai Carabinieri, è scattato nell’ambito di un’inchiesta avviata a Massa e che si estende anche ai territori di Aulla e Villafranca in Lunigiana.

Secondo l’accusa, la magistrata avrebbe violato in modo sistematico i doveri del proprio incarico, favorendo cooperative che gestivano strutture per minori disagiati e coprendo gravi irregolarità in cambio di assunzioni pilotate destinate ad amici e parenti. Per Rosa Russo sono stati disposti gli arresti domiciliari.

L’inchiesta ipotizza che la giudice abbia anche avvertito i responsabili di una cooperativa dell’esistenza di indagini a loro carico e omesso di segnalare possibili reati di cui sarebbe venuta a conoscenza nello svolgimento delle sue funzioni. Le strutture coinvolte, pur risultando non a norma e sovrannumero, sarebbero rimaste operative grazie a una rete di coperture istituzionali.

 

Uno degli aspetti più gravi riguarda le condizioni di vita dei minori ospitati. Dagli atti emergerebbero situazioni di cibo di scarsa qualità e, in alcuni casi, giacigli di fortuna utilizzati per dormire. Chi avrebbe contestato tali condizioni, secondo l’accusa, sarebbe stato anche “contenuto”.

 

Oltre alla giudice, ai domiciliari sono finite circa dieci persone. Tra queste figurano il sindaco di Villafranca Lunigiana Filippo Bellesi, accusato di aver concesso autorizzazioni in deroga in cambio di assunzioni, Paola Giusti, responsabile del centro affidi minori del Comune di Massa, e Rosanna Vallelonga, dirigente sanitaria della Lunigiana, che avrebbe evitato controlli ispettivi. Coinvolto anche Mauro Marcelli, all’epoca responsabile dell’ufficio Suap dei Comuni della Lunigiana.

 

Tra gli indagati compaiono inoltre Alessio Zoppi, Tamara Pucciarelli ed Enrico Benassi, dirigenti della cooperativa Serimper, accusati di corruzione e traffico di influenze. Indagati anche Stefano Benedetti, presidente del consiglio comunale di Massa, e Marino Petracci, consigliere comunale di Montignoso ed ex segretario del Pd locale. Per Gianni Lorenzetti, sindaco di Montignoso, l’ipotesi di reato è favoreggiamento e omessa denuncia.

L’indagine, partita dagli esposti di ex dipendenti delle strutture, ha aperto uno squarcio su un presunto sistema che avrebbe strumentalizzato l’accoglienza dei minori per interessi personali e politici. Gli accertamenti proseguono per definire responsabilità e ruoli all’interno di una rete che, secondo gli inquirenti, avrebbe operato.