Gela dal Papa: incontro che chiude una porta e apre il futuro

Gli sbandieratori e i ginnasti gelesi sono stati ricevuti oggi in udienza da Papa Leone
07/01/2026
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Roma – Una mattina destinata a rimanere impressa nella memoria collettiva di Gela e non solo. Gli sbandieratori e i ginnasti gelesi sono stati ricevuti oggi in udienza da Papa Leone, insieme a delegazioni provenienti da diverse parti del mondo, in un clima di intensa spiritualità e forte valenza simbolica.

 

L’impressione è stata quella di assistere a un momento di svolta. Con la chiusura della Porta Santa, avvenuta ieri mattina, il sentimento diffuso è che non si tratti di una conclusione, ma dell’inizio di una nuova epoca. Le parole del Pontefice, profonde e dense di riferimenti storici e spirituali, sembrano infatti preannunciare cambiamenti importanti nell’orientamento della Chiesa e nella politica vaticana.

Nel suo discorso, il Papa ha ribadito la necessità di attuare pienamente la riforma ecclesiale, ricordando che “gli effetti di un Concilio si vedono spesso dopo secoli”. Un chiaro richiamo al Concilio Vaticano II, indicato come una sorgente ancora viva, da riscoprire e rendere attuale. La Chiesa – ha detto il Papa – deve essere “pazza di amore per il suo Signore” e capace di andare incontro all’umanità, senza paura di confrontarsi con il mondo di oggi, con i suoi conflitti, le sue ferite e i suoi peccati.
Significativi anche i riferimenti a grandi Pontefici del passato.

Papa aLeone ha citato il suo predecessore Francesco ha citato Giovanni Paolo I, Albino Luciani, e Giovanni Paolo II, Karol Wojtyła, esaltandone l’operato e il contributo lasciato alla storia della Chiesa. Citazioni che, lungi dall’essere solo commemorative, sono apparse come un modo per conciliare passato, presente e futuro, ma anche per affermare con chiarezza una propria identità e una visione ben definita del cammino ecclesiale.

Il presente, secondo il Pontefice, non va trattenuto ma accompagnato verso il mondo di oggi, mentre l’avvenire va orientato “verso una vita più alta di pace”, portando nel cuore delle società contemporanee il Vangelo del Regno di Dio e i valori più autentici del Vaticano
Erano presenti, sia ieri durante le manifestazioni di piazza,che oggi durante l’udienza Papale, diversi sindaci siciliani, segno di una partecipazione istituzionale sentita e trasversale. Tra questi Gianfranco Fidone, sindaco di Acate, figura molto conosciuta e apprezzata anche a Gela. In molti hanno espresso il desiderio e un pizzico di rammarico che anche il sindaco di Gela potesse ricevere una speciale benedizione per la città, in un momento così carico di speranza e di prospettive.


Per gli sbandieratori e i ginnasti gelesi, l’incontro con il Papa rappresenta molto più di un evento formale. Si stabilisce oggi un legame profondo tra tradizione, fede e futuro. Per la Chiesa, le parole di Papa Leone sembrano indicare una strada chiara. Non chiudersi, ma aprirsi, con coraggio e amore, a un mondo che ha ancora bisogno di speranza.