L’acqua non potabile non può essere pagata come potabile

10/01/2026
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L’acqua non potabile distribuita da anni, viola quanto previsto nel contratto. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di due utenti, ed ha annullato e rinviato, la precedente sentenza del Tribunale di Gela, che dovrà riesaminare il caso.

Secondo i giudici della Suprema Corte, l’acqua non potabile rappresenta «un bene difforme rispetto a quello pattuito» con gli utenti.

La distribuzione idrica è continuataper anni e i due utenti hanno richiesto il rimborso del 50% delle somme versate. L’autorità di sovrambito, Siciliacque, che il gestore di distribuzione idrica, Caltaqua, si sono opposti, chiedendo che il ricorso venisse respinto, insistendo per la prescrizione.

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondate le conclusioni dei legali degli utenti, gli avvocati Lucio Greco e Mario Greco.

A Gela, da decenni, l’acqua erogata dalle società di gestione,  viene usata solo per scopi domestici e per l’igiene personale. La non potabilità impedisce l’uso a fini alimentari. I costi in bolletta però sono riferiti ad acqua potabile