Nuovo appuntamento con la rubrica ‘La domenica del Signore’ curata dal prof. Massimo Cassara’.

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 1,29-34
In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».
Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio»
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“Io ti renderò luce delle nazioni, perché porti la mia salvezza fino all’estremità della terra”. Quanto sia pregnante nel nostro tempo questo versetto di Isaia lo dicono i 57 attuali conflitti nel mondo; non possiamo minimamente trascurare i patimenti attuali, i diritti calpestati dei poveri e fragili della Terra; quanto dolore, quanta angoscia soffre l’uomo del nostro tempo! Siamo chiamati a tendere le nostre mani verso il fratello annichilito da tanto odio, tanta furia omicida. Ma fratelli sono anche coloro i quali generano inferno sulla terra, e a questi occorre annunciare Dio, a questi occorre ricordare la propria dignità primigenia: “siamo fatti ad immagine somigliante di Dio”, occorre ricordare all’uomo che esiste un inferno ben più angosciante di quello terreno, esiste il tormento delle coscienze riottose ai continui richiami al bene. Questi stanno a cuore al Padre, da sempre! Ricordiamo la parabola della pecorella smarrita, del figliol prodigo (o Padre misericordioso), ricordiamo Gesù che spasima di apprensione per i malati nello spirito. Se vogliamo seguire con indefettibile fedeltà il Vangelo di Cristo dobbiamo sentire l’ “ansia” e l’ “inquietudine” divina per la salvezza dei peccatori! Questi rischiano una imperitura disperazione, per questi Dio consacra Suo Figlio, lo unge, lo investe di una missione altrimenti impossibile per l’uomo; è necessario che l’uomo/Dio, Gesù il Cristo sia rivestito di potenza, sia corredato di tutti quei doni indispensabili per portare a termine la sua missione salvifica. San Giovanni il Battista vede compiersi questo solenne atto divino, non è un caso; la sua testimonianza sarà necessaria: è fondamentale che l’uomo di ogni tempo sappia che Colui il quale intima: “Convertiti uomo dalla tua criminale, fratricida condotta” è dotato di somma autorevolezza, Egli è la Parola vivente, è il Verbo di Dio ricolmato dall’alto di Spirito Santo, Egli è colui al quale i demoni si sottomettono! Tra migliaia di voci, di opinioni, una voce si erge e non è la voce proferita da uno dei tanti prestigiosi pulpiti mondani, non proviene dal proverbiale Palazzo di Vetro, non dal Cremlino e neppure dalla Casa Bianca; si erge dal modesto corso d’acqua di un piccolo e bistrattato Paese del Medioriente, Dio conferma l’Elezione di un salvatore, è lo stesso che pochi anni dopo avrebbe fatto ingresso in città acclamato dai suoi abitanti, in groppa ad un’asina. Ecco all’orizzonte apparire il Sole nelle tenebre di questo mondo e beati saranno coloro i quali , distogliendo lo sguardo dallo sfarzo, dal frastuono, sapranno riconoscere Colui che viene, sempre viene a liberare i nostri cuori lusingati da ciò che è tutto, tranne che verità, giustizia, amore, fratenità! Lo Spirito santo ci dia discernimento e volontà per volgere l’orecchio verso quella voce che persuade senza urlare, senza ipnotizzare, senza corrompere, senza lusingare, flebile voce che parla al cuore desideroso di aurore nuove di pace!
Prof. Massimo Cassara’
