Vigilanza della Bioraffineria in stato di agitazione

20/01/2026
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Proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori impegnati  nell’appalto di vigilanza armata privata presso la Bioraffineria di Gela per conto della Società COSMOPOL S.p.A.

La  Federazione sindacale UGL – Sicurezza Civile provinciale, proclama lo stato di agitazione dei lavoratori dipendenti della Società “COSMOPOL S.p.A.” corrente in Avellino, nell’appalto di vigilanza armata
privata presso la Bioraffineria di Gela.

La decisione nasce a seguito del comportamento antisindacale da parte aziendale nei confronti della
scrivente e dal perdurare degli atteggiamenti di noncuranza dell’Ente datoriale rispetto alla violazione delle leggi sulla sicurezza sul lavoro .

“Nonostante il  sindacato ha voluto sempre mostrarsi collaborativa con la Parte datoriale, non è riuscito ad ottenere un pacifico e proficuo rapporto sindacale. – scrive Il segretario provinciale Caltanissetta Ugl-sicurezza civile Massimiliano Sollami –
A nulla sono valsi i tentativi bonari della scrivente per rendere efficace l’intento collaborativo e costruttivo,
tant’è che i pochi approcci avuti con la rappresentanza dell’Azienda, sono stati evasivi, inconcludenti e utili solo
alla salvaguardia aziendale al fine di tutelarsi da eventuali azioni sindacali promananti dai comportamenti
irresponsabili scaturiti da una fatiscente gestione dei servizi, spesso in contrasto con le norme che garantiscono la
sicurezza nei luoghi di lavoro.
A tal uopo è necessario rappresentare attraverso la presente nota epistolare, le varie inadempienze che
l’Ente datoriale continua a perpetrare a discapito dei lavoratori impiegati nei luoghi di lavoro.
Presso i cantieri, che fanno capo ai pozzi, si registrano turnazioni che raggiungono le 12 ore consecutive di lavoro perlopiù prestate senza l’ausilio dei previsti Dispositivi di Protezione Individuale (DPI), senza adeguata
illuminazione dei cantieri, senza il veicolo aziendale attrezzato (sostituito dal mezzo proprio), senza apparati radio,
senza le consegne del servizio, senza dispositivi uomo a terra, senza fari e torce.
Tutto quanto sopra è stato più volte richiesto da parte dei lavoratori all’azienda mediante una miriade di email andate inevase e disattese, che all’occorrenza potranno essere esibite in qualunque sede con ulteriori prove
fotografiche dei luoghi interessati.

I referenti locali preposti alla responsabilità aziendale territoriale non rispondono alle chiamate telefoniche
quando i dipendenti sono costretti a richiedere assistenza o interventi logistici da essi dovuti.
Secondo la normativa vigente, il datore di lavoro ha l’obbligo di fornire i DPI necessari e di vigilare sul loro corretto utilizzo.
I testi legislativi e regolamentari che disciplinano tale obbligo mirano a tutelare la salute e la sicurezza dei
lavoratori imponendo rigorosi standard di sicurezza sul lavoro.

L’articolo L. 4121-1 del Codice del lavoro stabilisce che il datore di lavoro deve adottare tutte le misure
necessarie per garantire la sicurezza e proteggere la salute fisica e mentale dei lavoratori.

Ciò include la fornitura gratuita di DPI adeguati ai rischi presenti sul posto di lavoro.
Inoltre, esiste un obbligo implicito e normativo per le aziende di vigilanza di fornire veicoli aziendali
adeguati alle Guardie Giurate (GPG) per lo svolgimento del servizio, non solo per ragioni di sicurezza (D. Lgs.
81/08) ma anche per conformità operativa (D.M. 269/2010), prevedendo dotazioni come radio e segni distintivi,
in quanto il mezzo è strumentale all’incarico e deve garantire sicurezza e legalità. L’uso del mezzo è strettamente legato al servizio, e la sua inadeguatezza espone l’azienda a responsabilità.
Non ultimo, il 18 gennaio 2026 è stato richiesto da parte dei lavoratori assegnati alle zone di servizio, l’intervento di una volante della Polizia per constatare lo stato dei luoghi e delle condizioni precarie in cui versano
i dipendenti, azione che è già fonte di verbale sottoscritto dagli Agenti, depositato presso il Commissariato della Polizia di Stato di Gela.

 

Confidiamo nel Prefetto, per un  riscontro
in modo che si realizzino tutti quei presupposti relativi alla definizione della controversia.
Trascorsi i tempi previsti dalla legge per le procedure di raffreddamento, verrà comunicata
senza più nulla esitare, la data dello sciopero”.