Caltanissetta Ldolorosa storia di Niscemi che sta facendo il giro del mondo ha giganteggiato anche alla inaugurazione dell’anno giudiziario che si è tenuto al Tribunale di Caltanissetta stamane.
“Oggi Niscemi è la priorità dell’Italia”. Lo ha detto la presidente della Corte d’appello di Caltanissetta, Domenica Motta, durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario del distretto Nisseno che include anche la Procura di Gela titolare dell’inchiesta sulla frana. La presidente Motta ha espresso “vicinanza e solidarietà ai cittadini di Niscemi.
Poi si è passati alla radiografia dei procedimenti dell’ultimo anno.
È un quadro segnato da una “perdurante e attuale vitalità delle organizzazioni mafiose”, da gravi episodi di violenza sessuale e da una crescente complessità dei reati commessi da minorenni quello che emerge dalla relazione della presidente della Corte d’Appello di Caltanissetta, Domenica Motta, illustrata nel corso della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario. Nel distretto nisseno, evidenzia la presidente, “le iscrizioni per il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso sono state 116″, in netto aumento rispetto alle 70 dell’anno precedente”, mentre “32 hanno riguardato associazioni finalizzate al traffico di sostanze stupefacenti.
Un dato che, osserva la presidente Motta, “prova non solo l’alta attenzione della magistratura requirente, ma anche la perdurante capacità di rigenerazione delle organizzazioni criminali nel territorio”. La presidente richiama inoltre “la particolare permeabilità del territorio alle diverse associazioni criminali”, confermata dall’aumento delle iscrizioni per omicidio doloso, “salite a 15, di cui due di matrice mafiosa”, e dall’elevato numero di procedimenti di competenza della Direzione distrettuale antimafia, “anomalo per un tribunale di dimensioni medio-piccole”.
Accanto ai reati di criminalità organizzata, la relazione si sofferma sulla “gravità di alcuni processi in materia di violenza sessuale”, “anche ai danni di soggetti minori di età e di soggetti fragili” e subita “nei luoghi destinati alla loro cura e accoglienza”, imponendo all’autorità giudiziaria un’attività particolarmente delicata di accertamento e tutela delle vittime. A pesare sull’attività, aggiunge la presidente, è anche “la presenza di processi di notevole rilevanza mediatica”.
Il distretto di Caltanissetta, sottolinea Motta, “è fortemente e gravemente condizionato” da questi procedimenti: “al processo Montante si sono aggiunti due processi relativi alle indagini di depistaggio sulle stragi di mafia degli anni 1992-1993”. Per tali procedimenti, evidenzia la presidente, “le esigenze di una celere definizione, che hanno imposto la celebrazione di udienze dedicate, inevitabilmente cedono di fronte alla esiguità delle risorse umane disponibili. ( ansa)
