Niscemi – “Recuperata la croce, simbolo di speranza e resistenza”. Lo ha annunciato il Massimiliano Conti.
“Il recupero voluto dal Capo del Dipartimento della Protezione Civile , Fabio Ciciliano – che ringraziamo, condotto dalle squadre del Nucleo Operativo Centrale di Sicurezza (Nocs) della Polizia di Stato, con i Vigili del fuoco. Andiamo avanti forza non molliamo”.
Ora il simbolo tanto caro ai niscemesi potrà essere ricomposto nonostante la rottura in più parti. Il recupero è stato fatto dai vigili del fuoco e della polizia di Stato in un’area particolarmente impervia e a rischio, a valle del movimento franoso.
Per lavorare con tranquillità – dicono i vigili del fuoco – nella zona più pericolosa è stato impiegato un robot in dotazione alla polizia, che ha consentito di raggiungere e mettere in sicurezza la croce senza esporre il personale a ulteriori rischi. Una volta recuperata, la croce è stata trasportata in una zona sicura.
La croce è stata apposta qualche anno fa a ricordo della chiesa delle tre Croci danneggiata in maniera importante dalla frana del 1997.

Sul posto ove si trova la chiesa delle Sante Croci esisteva, nei primi anni del nostro comune, una rozza cappelletta senza altare che conteneva nello sfondo un Crocifisso dipinto, mentre sul muro in alto erano state piantate tre croci.
A fianco vi era una casupola dove abitava un eremita che custodiva quella cappelletta e vi teneva accesa una lampada. Durante il giorno egli andava questuando e raccontava al popolo i prodigi e i miracoli operati da quel Crocifisso. Quella sacra immagine e quelle croci destavano certamente molte devozioni nei primi abitanti del comune e molti venivano spesso a inginocchiarsi e a pregare davanti la cappelletta.
In quei tempi di fede era facile l’esaltazione del sentimento religioso ed esso si manifestava spesso con la costruzione di chiese e cappelle che il popolo innalzava con l’entusiasmo e il lavoro di tutti.
Così intorno al 1710 si decise di costruire in quel posto una piccola chiesa e di dedicarla al Santissimo Crocifisso e alle Sante Croci. (Libro GEOGRAFIA ANTROPICA – Angelo Marsiano – pag.112)
