Gela – Il progetto “Fast Heroes” approda nella provincia nissena e l’I.C. San Francesco- Capuana è il primo istituto ad aderire.
Stamane nel Plesso scolastico Luigi Capuana, presieduto dalla dirigente Maria Lina La China, si è tenuto il primo incontro della campagna di sensibilizzazione contro l’ictus “Fast Heroes”.
Il progetto presentato in oltre venti nazioni del mondo, ha coinvolto oltre un milione di bambini. Nasce dalla collaborazione tra l’associazione internazionale “Angel Initiative” e l’Università della Macedonia e per la prima volta coinvolge una scuola di Gela.
Il programma “Fast Heroes” è rivolto ai bambini di età compresa tra i 5-9 anni ed è stato progettato per educare i piccoli e, di conseguenza le loro famiglie a ricordare i tre più importanti segni dell’ictus collegandoli al numero di emergenza 112. È stato dimostrato, infatti, che fino l’80% dei pazienti con ictus non riconosce i propri sintomi e non ritiene che la situazione sia abbastanza grave da dover agire rapidamente ciò causa un ritardo che risulta essere molto grave dal punto di vista della prognosi.
L’iniziativa, patrocinata dal Rotary club di Gela, è stata organizzata e condotta nel primo dei suoi 5 previsti incontri, dai dirigenti medici dell’UOC di Caltagirone dott. Alessandro Pulvirenti e dott.ssa Simonetta Incardona, che in maniera giocosa e fruibile ai più piccoli hanno spiegato l’importanza di aiutare i nonni, i genitori o qualsiasi adulto con il quale vengono in contatto che presenti disturbi neurologici.
Durante questo evento i piccoli, in maniera giocosa, inizieranno ad apprendere quali sono i sintomi a cui debbono prestare attenzione e, conseguentemente, la necessità ed il metodo con cui allertare il servizio di emergenza. I restanti incontri si svolgeranno a cadenza settimanale nel medesimo Plesso scolastico fino al completamento dell’iniziativa.
«“ Time is Brain” – dicevi dott. Pulvirenti- si stima infatti che durante un’ischemia cerebrale muoiano circa due milioni di neuroni al minuto. Pertanto, ben si comprende la necessità di intervenire nel primo breve tempo possibile nei pazienti colpiti da tale patologia. Solo un intervento tempestivo, effettuato nelle prime ore dall’esordio, può permettere infatti di preservare tessuto nervoso destinato alla morte e, conseguentemente, di salvare la vita dei pazienti o di impedire verificarsi di disabilità che potrebbero anche esser permanenti»
