La ‘saldatura’ della famiglia mecenate fra cultura e città

13/09/2025
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Gela – “Questa è la migliore saldatura che la famiglia Brunetti abbia potuto realizzare per coniugare la cultura alla città”. Con questa espressione il giornalista del Corriere della Sera Felice Cavallaro, ha suggellato il patto di una realtà imprenditoriale con la cultura trasformandola in mecenate.

I cento anni della nascita di Andrea Camilleri a Gela sono stati celebrati con il Premio Vigata, per ricordare la città immaginaria dei suoi romanzi. Proprio a Gela che è stata la città che per prima gli assegnò un riconoscimento, quando era ancora sconosciuto al grande pubblico.

 

“Era il 1982 infatti quando l’Accademia Eschilea conferì allo scrittore siciliano un riconoscimento letterario per ‘Un filo di fumo’ edito da Garzanti”- ha raccontato il presidente di giuria, Sara Muscarà – Gesualdo Bufalino non condivideva la scelta di Andrea di creare una commissione nell’italiano con prestiti siciliani, ma io riuscii a convincerlo. Fu il primo premio per lo scrittore destinato a diventare il fenomeno letterario mondiale che oggi tutti conosciamo”.

La giuria, era composta tra gli altri, da Federico Hoefer e Gesualdo Bufalino, gli assegnò poi il primo posto per la sezione narrativa.

Giornalisti, linguisti, letterati a simposio per celebrare la cultura seguiti con rapimento emotivo da un pubblico competente.

Il tributo a Camilleri è stato voluto da Casa Grazia, l’azienda vitivinicola di Maria Grazia Di Francesco Brunetti in collaborazione con il Centro di Cultura e Spiritualità cristiana “Salvatore Zuppardo”, presieduto da Andrea Cassisi e con il patrocinio dell’assessorato comunale alla Cultura del Comune di Gela.

La manifestazione culturale si inserisce nelle iniziative del Comitato Nazionale per le Celebrazioni della nascita di Andrea Camilleri in partenariato con l’associazione “Fondo Andrea Camilleri”.

La giornalista del Corriere della Sera Ornella Sgroi ha amabilmente conversato con i premiati, sollecitandoli a raccontare episodi delle loro produzioni letterarie. Particolarmente gustoso il racconto di Michele Brambilla che ha ricordato dove può arrivare la smania di informare: perfino chiedere ad un sacerdote di rivelare una confessione pur di smascherare un colpevole.

 

I riconoscimenti sono stati assegnati a Donata Agnello (Direttrice reponsabile di I Love Sicilia); Mario Andreose (presidente de La nave di Teseo); Michele Brambilla per il libro Non è successo nulla di grave (Baldini+Castoldi); Paolo Di Stefano per il libro Una giornata meravigliosa (Feltrinelli); Silvana Grasso, scrittrice e filologa a cui sarà consegnato un premio speciale per la cultura.

Momento clou la premiazione della scrittrice Silvana Grasso che, con la sua spontaneità mista alle doti di attrice consumata, ha spiegato come si evolve una lingua con’ intrusioni’ siciliane, creandone un’altra. Come ha fatto Camilleri e la stessa Grasso.

 

La giuria, presieduta da Sarah Zappulla Muscarà (Università di Catania) e composta da Andrea Cassisi (Avvenire), Felice Cavallaro (Corriere della Sera), Maria Grazia Di Francesco Brunetti, Ceo di Casa Grazia e Francesco Liardo, CFO di Sicilsaldo Group-

L’organizzazione si è avvalsa della collaborazione dell’Istituto di Storia dello Spettacolo siciliano diretto da Enzo Zappulla e di un comitato scientifico composto, assieme ai giurati, da Vincenzo Castellana, direzione creativa Casa Grazia e dell’organizzazione a cura di Andrea Cassisi.

 

 

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