Lo conosciamo tutti in città .
Hanno bruciato la macchina del padre davanti casa ed è morta di infarto, nel 2013, il periodo in cui bruciavano auto tutte le notti, e il 6 aprile, un mese dopo la sua morte, ha organizza una manifestazione antimafia.
L’errore ha segnato la sua vita. Ha combattuto, ha lavorato, ha fatto politica per un lasso di tempo. Oggi vuole raccontare la sua storia giudiziaria contrassegnata da un alto, ennesimo errore. Lo ha fatto nel nostro giornale www.notiziefuorirotta.it. È Antonio Giudice.
“Io sono un imprenditore e circa quindici anni fa ho vissuto un’esperienza che mi ha segnato profondamente e che ancora oggi influenza il mio modo di guardare al tema della giustizia.
All’epoca la mia società aveva sede legale a Novara. In quegli anni venne avviata una vasta indagine che riguardava controlli su diverse attività economiche del territorio. L’inchiesta coinvolse più di cinquanta persone, durò anni e comportò intercettazioni telefoniche e ambientali per circa quattro anni. Nel corso delle indagini ci furono anche degli arresti.
Un giorno ricevetti un avviso di garanzia.
Chi non ha mai ricevuto un atto del genere forse non può capire cosa significhi davvero. Significa notti senza dormire, paura per la propria famiglia, timore per il lavoro costruito in anni di sacrifici. Per un imprenditore anche solo essere coinvolto in un’indagine può avere conseguenze devastanti, a prescindere da come poi andrà a finire.
Alla fine emerse la verità : io non c’entravo nulla. Avevano semplicemente sbagliato persona.
Ma nel frattempo io avevo già pagato: un avvocato di tasca mia, mesi di angoscia e il peso di un’accusa che poi si è rivelata infondata. Nessuno potrà restituirmi quelle notti insonni né il danno umano e professionale che una vicenda simile lascia dietro di sé.
Da allora mi sono fatto una domanda molto semplice: quando un cittadino sbaglia paga, ma quando un Magistrato sbaglia chi paga?
Per questo al referendum voterò per il rinnovamento del sistema giustiziario. Perché in uno Stato di diritto non può esistere un potere senza responsabilità : quando un cittadino sbaglia paga, ma quando lo Stato sbaglia non può essere sempre il cittadino a pagare.
Ing. Antonio Giudice
