Gela – Ogni struttura nuova a Gela nasce con un difetto congenito: come il porto malformato, 60 anni fa, il Palazzo di Città con l’ombra dell’abusivismo, la chiesa dei Cappuccini su una zona a rischio frana.
Il Museo dei Relitti greci è bellissimo ma i servizi hanno mostrato tutta la loro fragilità sin dal primo giorno dell’inaugurazione. Il grande affusso di gente ha messo in luce il problema delle tubazioni troppo strette tanto da non permettere il deflusso delle acque nere.
Non si è risolto quindi ancora il problema di alcuni servizi igienici( non tutti per fortuna), il problema resta, almeno per qualche altro giorno. Resta alta anche l’attenzione della direzione: la telecamera che avrebbe dovuto individuare l’inghippo è arrivata, è stato individuato il punto dell’ostruzione, quindi adesso di può procedere all’intervento.
Per evitare di intervenire sulla pavimentazione ancoa nuova, sarà effettuato un lavoro esterno per aumentare il volume della tubature, in maniera tale che gli scarti vengano eliminati con più fluidità. Di certo non è stata non è prestata grande attenzione il giorno dell’inaugurazione da parte dei visitatori.
Il grande afflusso gente, la quantità di materiale che avrebbe dovuto scaricare la tubazione era troppa e la tubatura si è tappata. Si prevede che il lavoro venga realizzato al massimo la prossima settimana e quindi anche questo sarà un problema risolto: qualche persona non ha potuto usufruire del servizio di recente.
Non ha aiutato la mancanza di liquidità nelle casse dell’Ente regionale che per competenza gestisce i beni archeologici di Gela, nonostante taluni amministratori sono talmente presenti con foto e post sui social da confondere le idee agli sprovveduti. I fondi economici arrivano dalla Regione e il bilancio del Parco fino a qualche giorno fa è stato a secco.
“Per fortuna – spiega il direttore del Parco archeologico, Ennio Turco – qualche giorno fa è stato approvato l’esercizio provvisorio del bilancio e speriamo, entro qualche giorno di approvare l’esercizio definitivo in maniera di avere liquidità e potere realizzare i lavori rimasti in stadio by.
Per esempio quello di manutenzione del nuovo ascensore per il quale deve essere inoltrata la pratica all’Inail quindi ottenere l’autorizzazione e metterlo in funzione”.
