Servono interventi per fermare la frana

17/03/2026
Tempo di lettura: < 1 minuto

Un pacchetto di interventi per fermare la frana che minaccia Niscemi. Dalla riorganizzazione delle reti fognarie e idriche alla perforazione di nuovi pozzi, fino alla realizzazione di gallerie drenanti, alla sistemazione dei corsi d’acqua e a opere di ingegneria naturalistica contro l’erosione: sono queste alcune delle soluzioni messe in campo.

Le misure sono state illustrate dal professor Nicola Casagli, del Centro per la Protezione civile dell’Università di Firenze, durante una riunione tecnica nella sede della Protezione civile. L’incontro, convocato per definire le strategie di contenimento del movimento franoso e avviare le prime demolizioni, è stato presieduto dal commissario straordinario Fabio Ciciliano.

Presenti anche il sindaco di Niscemi Massimiliano Conti, il dirigente della Protezione civile siciliana Salvo Cocina, rappresentanti della Prefettura di Caltanissetta, tecnici della Regione ed esperti dei Centri di competenza. Coinvolte inoltre l’Università di Firenze e la Fondazione Cima, già al lavoro sullo studio del reticolo idrografico minore.

«Le decisioni sulla zona rossa, la sua rimodulazione e gli interventi di messa in sicurezza – ha spiegato Ciciliano – nascono da un confronto costante con la comunità scientifica. In un contesto così complesso, questo lavoro condiviso è fondamentale. Abbiamo scelto anche la strada della trasparenza: ogni aggiornamento sarà pubblicato sul sito della Protezione civile per garantire ai cittadini un’informazione chiara e tempestiva”.