Addio ad Antonio Lo Bello nostro lettore. Lontano per i figli

Aveva 93 anni. È andato via lucido e presente a se stesso
28/03/2026
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In silenzio, con rispetto, con quella compostezza che appartiene alle comunità vere, Gela ha dato l’ultimo saluto al ragionier Antonio Lobello.

Aveva 93 anni. È andato via lucido e presente a se stesso. Antonio, come lo chiamavano gli amici, ha vissuto e concluso il suo cammino con dignità, misura e profondità. Ma c’è un dettaglio che più di ogni altro racconta il senso della sua vita e, insieme, il tempo che stiamo vivendo.

Il ragionier Lobello è morto lontano da Gela. Come accade sempre più spesso. Perché i figli lavorano fuori, perché la vita porta altrove, perché una comunità viva e capace come la nostra è stata costretta negli anni a cercare opportunità lontano da casa. E così accade che i genitori, in età avanzata, li raggiungano: per stare vicino, per non essere soli, per continuare a essere famiglia.

Eppure, nel momento più importante, quello del saluto estremo, si torna. Si torna sempre.

Così è stato per lui. È tornato a Gela, tra la sua gente, nella sua chiesa, tra i volti che hanno condiviso un pezzo di strada. Accanto alla moglie, ai figli, a una famiglia che, pur vivendo lontano, non ha mai smesso di appartenere a questa terra.

Entrare oggi in chiesa significava leggere una storia collettiva. Tanti volti avanti negli anni, ma anche il segno evidente di una comunità dispersa eppure unita, che nei momenti autentici sa ritrovarsi. Gente partita, gente tornata, gente rimasta. Tutti lì, per lui.

Perché il ragionier Lobello era, per tanti, un punto fermo. Un uomo di altri tempi, che ragionava con il cuore oltre che con i numeri. Un ragioniere alla vecchia maniera, per cui ogni conto aveva un’anima e ogni responsabilità un volto. Sapeva che la correttezza nei bilanci e quella nella vita nascono dalla stessa radice: il rispetto.

Lo ha dimostrato anche nella sua attività di funzionario di banca, dove dietro ogni pratica vedeva prima di tutto una persona.

Indimenticabile il suo impegno nel Lions: un esempio autentico di servizio. Fino all’ultimo giorno si informava, seguiva, chiedeva delle attività del Lions Club del Golfo di Gela. Non per abitudine, ma per partecipazione sincera.

Per noi di notiziefuorirotta è stato anche un lettore attento e affezionato. Da Siena, dove viveva, continuava a informarsi su ciò che accadeva a Gela attraverso la nostra testata, dimostrando un legame mai interrotto con la sua città.

Chi scrive lo ricorda anche come un amico sincero, al di là della differenza di età. Pochi ma intensi momenti condivisi, sufficienti a comprendere la profondità della sua umanità: una bontà d’animo rara, mai ostentata, sempre concreta.

Oggi Gela ha salutato un uomo perbene. E nel farlo ha raccontato anche se stessa: una comunità che parte, che si disperde, che affronta distanze e difficoltà, ma che non smette mai di tornare. Soprattutto quando conta davvero.

Ciao Ragioniere, la tua vita è stata un esempio. E il tuo ritorno, oggi, un ultimo, grande insegnamento.