Gela – A piccoli punti di lana o cotone per costruire la pace ed esorcizzare lo spettro della guerra.
Nell’antica Grecia, le donne rappresentavano spesso un simbolo di pace e mediazione, in contrasto con la violenza maschile. Il caso più celebre è la commedia Lisistrata di Aristofane, dove le donne greche attuano uno “sciopero del sesso” per costringere gli uomini a terminare la guerra del Peloponneso.
In Italia è nata 10,100, 1000 donne per la pace
una rete di associazioni femminili, in tutta Italia come a Gela, ha dato vita a un’iniziativa collettiva culminata con l’allestimento, in numerose piazze, di grandi “arazzi” umani dedicati alla pace.
Hanno realizzato lavori all’uncinetto, ai ferri, con ricami. Ogni punto un pensiero, una preghiera, un grido di aiuto per “tessere la pace”.

Un gesto simbolico e condiviso, che vedrà protagoniste donne provenienti da esperienze, percorsi e realtà associative diverse, unite dalla volontà di lanciare un messaggio chiaro e corale in un momento segnato da crescenti tensioni internazionali.

In piazza Umberto I si sono riuniti personaggi della politica, donne di associazioni, madri di famiglia, libee pensatrici per dare voce ad un unico grido unanime: quello della pace.
Luce del sole, i colori dei ricami e l’entusiasmo delle donne hanno condito il tutto di allegria e speranza per il futuro che vacilla davanti agli occhi dei popoli.
Alla base dell’iniziativa c’è anche un confronto vivo e partecipato tra le organizzazioni coinvolte, impegnate in un dibattito profondo su un tema che non ha mai smesso di essere attuale e che, alla luce degli ultimi eventi, torna con forza al centro del dibattito pubblico e lasciare un’impronta positiva in questo mondo violento.

