Fotografia dell’Italia del Financial Times: più animali meno bambini

Fotografia impietosa di un cambio di valori sugli affetti dell'italiano del XXI secolo
07/04/2026
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Cani in chiesa, in carrozzina a spasso per la città. Cani vestiti, alimentati con prodotti specifici. Cani damigelle ai matrimoni e tanto altro. E proliferano le industrie per prodotti per animali.

Cani sottoposti ad interventi chirurgici, perfino alle pulizie dei denti, servizi di toelettatura. Insomma interi stipendi spesi per gli animali da affezione. Cani nei negozi e nei supermercati.  E chi non li gradisce? Peggio per loro! È la moda e li devono subire!

È la nuova Italia, senza bambini e con gli animali in casa.

I bimbi costano troppo ma si spende per gli animali.

Il quotidiano di Londra Financial Times traccia l’immagine di un Paese nel suo pieno inverno demografico, che ha sostituito i neonati con cani e gatti: “Con meno figli e nipoti da coccolare, gli italiani riversano sempre più energia emotiva — e denaro — verso una crescente schiera di animali viziati” – “nel 2022, gli italiani hanno speso 6,8 miliardi di euro per la cura degli animali.

Se un tempo i cani venivano nutriti con avanzi di cucina, oggi i proprietari sono sempre più esigenti”. A testimonianza di ciò il nuovo relais di lusso per cani che ha aperto a Fiumicino.

All’aeroporto di Roma Fiumicino, infatti, ha aperto le porte il Dog Relais, un esclusivo hotel di lusso pensato non per i viaggiatori umani, ma per i loro amici a quattro zampe.

Con una capienza di 40 cani, la struttura offre un’esperienza rilassante e rigenerante: camere con raffreddamento a pavimento, aromaterapia con lavanda e menta, prati privati, massaggi all’arnica e spazi comuni per socializzare.

L’obiettivo, spiega il responsabile Roberto Tortorella, è offrire ai cani una permanenza serena durante l’assenza dei padroni: “Devono potersi esprimere liberamente, sentirsi amati”.

Il Dog Relais rappresenta un esempio emblematico di una più ampia trasformazione culturale in Italia, dove la centralità degli animali domestici è in forte ascesa.

Con il calo delle nascite e la crescente solitudine sociale, sempre più famiglie riversano tempo, affetto e risorse sui propri animali. Secondo Nomisma, nel 2022 gli italiani hanno speso 6,8 miliardi di euro per la cura dei propri pet.

Dall’asilo con servizio navetta, ai laboratori veterinari d’eccellenza, fino ai funerali per animali, l’offerta è sempre più ampia e specializzata.

Il possesso di animali riguarda circa il 40% delle famiglie italiane, un dato ancora inferiore a Regno Unito (60%) e Stati Uniti (66%), ma in rapida crescita. A Roma i cani sono ben accetti ovunque: nei ristoranti, nei supermercati (con carrelli dedicati) e persino in Parlamento.

La senatrice Michaela Biancofiore, ad esempio, ha ottenuto il permesso di portare con sé la sua cagnolina Puggy al lavoro.

Non mancano però le critiche. Papa Francesco ha più volte lamentato che l’amore per gli animali stia sostituendo quello per i figli. Eppure la politica segue la tendenza: il governo Meloni ha introdotto un “bonus animali” per aiutare i proprietari anziani a sostenere le spese veterinarie, e ha inasprito le pene per chi maltratta gli animali.

Secondo Guglielmo Giordano, fondatore di MyLav, “gli animali sono diventati centri di affetto”, una visione confermata da scene quotidiane: al parco, un uomo trasporta in braccio il suo anziano bassotto, lo posa sull’erba e lo riporta a casa come un figlio.

Come afferma Tortorella: “Oggi si fa per i cani quello che un tempo si faceva solo per i bambini”. L’Italia sta cambiando, e lo fa a misura di zampa. di Huffpost