Licata – In giro tra vicoli, confraternite, passi lenti e silenzi sospesi stanno circolando in città come un piccolo racconto collettivo. Le ha realizzate Vincenzo La Cognata, regista che ha seguito la Settimana Santa licatese senza clamore, spesso da un angolo della strada, lasciando che fossero i riti a parlare.

Le immagini, pubblicate sul portale Qui Licata, sono state molto apprezzate sui social, ma lui continua a descrivere il progetto con modestia e umiltà , come un lavoro nato più dall’amore per la tradizione che dal desiderio di mettersi in mostra.
Le clip alternano colori e bianco e nero, una scelta che non cerca l’effetto ma l’essenza: il colore per restituire la vita della folla, il movimento, la partecipazione; il bianco e nero per isolare i volti, i gesti, la fatica e la compostezza delle confraternite.
Ne nasce un racconto sobrio, quasi documentaristico, che osserva senza invadere, che accompagna senza forzare. Le confraternite avanzano senza artifici, i fedeli diventano parte di un mosaico umano che si compone lentamente, fotogramma dopo fotogramma.

Accanto al regista ha lavorato il giornalista Angelo Augusto, direttore di Qui Licata e consulente storico del progetto. La sua presenza ha garantito attenzione ai dettagli dei riti, alle tradizioni, ai significati che spesso sfuggono a chi guarda da fuori. Anche questo contributo viene raccontato con semplicità : «Mi ha aiutato a capire meglio ciò che stavo filmando», dice La Cognata, come se la cura fosse un gesto naturale, quasi dovuto.

Sentito al telefono dalla nostra redazione, il regista ha sorriso ricordando quei giorni intensi: «È stato faticoso, ma mi sono davvero divertito a seguire tutti i riti della Settimana Santa». Una frase che restituisce l’immagine di un lavoro vissuto più come partecipazione che come produzione, più come presenza che come performance.
Le clip possono essere riviste sulla pagina Facebook di Qui Licata, sulla pagina Facebook del regista e sul canale YouTube di Himeramovie, dove continuano a raccogliere visualizzazioni e commenti, diventando un piccolo archivio visivo della tradizione licatese.
Annamaria Milano
