Uccelli storditi, rifiuti e giostre: scoppia il caso Marchitello

Mentre ai cittadini vengono giustamente imposti limiti severi anche per interventi minimi, nella stessa area si registrano attività ad alto impatto
12/04/2026
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Gela – Non c’è tempo da perdere. Dove sono gli ambientalisti? A Marchitello, quartiere alla periferia di Gela, sta emergendo una situazione che impone attenzione immediata e risposte concrete.


Nelle ultime ore, alcuni residenti hanno segnalato la presenza di grandi uccelli bianchi, visibilmente storditi, aggirarsi tra le strade del quartiere, in prossimità delle giostre, tra musica ad alto volume, luci artificiali e intensa presenza umana. Una scena anomala, che ha spinto la redazione a effettuare un sopralluogo già questa mattina.


Quanto osservato è tutt’altro che rassicurante. Circa una decina di esemplari di grandi dimensioni stazionavano in gruppo all’interno di una zona acquitrinosa, tra plastica, rifiuti e segni evidenti di degrado. Secondo le prime valutazioni, potrebbe trattarsi di Airone guardabuoi, anche se non si esclude la presenza di altre specie, come le cicogne, spesso legate a rotte migratorie.

Un quadro che non può essere sottovalutato.

La presenza di questi uccelli in aree umide, anche temporanee, è un segnale ambientale preciso. Ma ciò che preoccupa è il contesto. Gli stessi animali, la sera precedente, apparivano disorientati a pochi metri da fonti di rumore e luce potenzialmente impattanti.
Non si tratta solo di una curiosità naturalistica, ma di un possibile campanello d’allarme. Quelle aree, infatti, sono o dovrebbero essere sottoposte a vincoli ambientali come i SIC e le ZPS, strumenti fondamentali per la tutela di habitat delicati e specie protette. E se così non fosse, appare urgente una loro riperimetrazione, soprattutto alla luce della possibile presenza di fauna migratoria.

La domanda, a questo punto, è inevitabile: questi vincoli valgono davvero per tutti?
Perché mentre ai cittadini vengono giustamente imposti limiti severi anche per interventi minimi, nella stessa area si registrano attività ad alto impatto: il mercato settimanale, con residui di plastica e rifiuti; installazioni temporanee come circhi; e oggi le giostre, con il loro carico di rumore, luci e ulteriore pressione sull’ambiente. Basta osservare ciò che circonda queste attività per rendersi conto di una realtà fatta anche di rifiuti ingombranti e condizioni incompatibili con qualsiasi tutela ambientale.
Non si tratta di ostacolare attività economiche o momenti di socialità, ma di pretendere coerenza, rispetto delle regole e una seria valutazione degli impatti.

Per questo si rivolge un appello diretto all’amministrazione comunale di Gela:
serve una verifica immediata. È necessario accertare le condizioni ambientali dell’area di Marchitello, valutare la compatibilità delle attività presenti con i vincoli esistenti e intervenire senza esitazioni in caso di irregolarità o rischi per l’ecosistema.
La tutela del territorio non può essere a geometria variabile. Se esistono vincoli, devono valere per tutti.

 

E per comprendere fino in fondo la gravità della situazione, resta un’ultima domanda, concreta e urgente: le lavatrici installate accanto alle roulotte dei giostranti sono regolari? E soprattutto, dove vengono scaricati i liquami?