Gela – C’è un filo sottile, ma potentissimo, che unisce le persone quando si ritrovano attorno ai libri. È fatto di ascolto, memoria, emozione condivisa. Questo filo ha attraversato la quarta edizione del Salone del Libro di Gela, trasformando un evento culturale in una vera esperienza collettiva.
Voluto e organizzato con visione e sensibilità dalla dirigente scolastica Viviana Aldisio, il Salone ha goduto del patrocinio del Comune di Gela e dell’assessore alla cultura, il prof. Peppe Di Cristina, oltre che del contributo di numerosi sponsor che hanno creduto nella forza generativa della cultura.
Tra le presenze quella della Fidapa BPW Italy – sezione di Gela, guidata dalla prof.ssa Giusi Rinzivillo Ragona. Non una partecipazione formale, ma voluta. L’invito rivolto dalla dirigente Aldisio alla Fidapa, attraverso la sua presidente, nasce infatti da una consapevolezza precisa: la Fidapa è una federazione, un movimento di opinione capace di fare la differenza nella società, di incidere nei processi culturali e civili.
Questa presenza si inserisce in modo coerente in uno dei progetti distrettuali dell’associazione, che promuove il valore della lettura come strumento di crescita personale e collettiva. In un’epoca dominata dalla velocità e dalla superficialità, fermarsi a leggere diventa un gesto quasi rivoluzionario: significa scegliere di capire, di sentire, di entrare davvero in relazione con il mondo.

In questo contesto, la presentazione del libro “Voci della strada” di Francesco Città ha rappresentato uno dei momenti più intensi dell’iniziativa, memoria che diventa voce.

“Voci della strada” non è un libro da sfogliare distrattamente. È un libro da ascoltare. Racconta un tempo in cui le strade non erano silenziose, ma piene di vita, di richiami, di presenze. Restituisce dignità a mestieri scomparsi, a figure che erano parte integrante della comunità: il venditore di uova, il raccoglitore di ferro vecchio, il venditore d’olio con il suo inconfondibile richiamo, fino al banditore, vera voce collettiva del popolo.
Tra le pagine emerge una Sicilia fatta di gesti, parole e relazioni autentiche, dove anche i rimedi popolari erano espressione di cura e attenzione umana. Non nostalgia sterile, ma radice viva: un passato che continua a parlare al presente.
Gli onori di casa sono stati affidati alla prof.ssa Consuelo Lisciandra e alla prof.ssa Nelly, che hanno accolto il pubblico con eleganza e calore.
Nello spazio riservato alla Fidapa, la presidente Giusi Rinzivillo Ragona ha curato la presentazione generale del libro, guidando i presenti in un percorso di lettura profondo e partecipato. Accanto a lei, la maestra e fidapina Giovanna Rita Samparisi ha introdotto capitoli selezionati insieme all’autore, arricchendoli con prefazioni in lingua siciliana: un momento di grande intensità, capace di restituire il sapore autentico delle radici.
Numerose le fidapine presenti, così come il pubblico, attento, coinvolto, emotivamente partecipe.
Dalla presentazione sono emerse alcune domande, nate non solo dalla riflessione ma dall’ascolto profondo dell’opera:
Il silenzio delle strade di oggi è il punto di partenza del tuo libro: cosa ti ha spinto a trasformarlo in racconto?
Quanto c’è di memoria personale e quanto di ricerca nelle figure dei mestieri scomparsi che descrivi?
Cosa abbiamo perso, secondo te, rispetto a quel senso di comunità che emerge così forte nel libro?
Tre domande, tre porte aperte su un universo umano e culturale.
E la risposta dell’autore sembra farsi una sola, intensa dichiarazione:
“Ho sentito il bisogno di dare voce a un silenzio che pesa. Quelle storie nascono da ricordi vissuti e raccolti, ma soprattutto dal desiderio di non perdere un patrimonio umano fatto di relazioni vere. Abbiamo perso il senso dell’appartenenza, ma possiamo ritrovarlo: basta ricominciare ad ascoltare. La strada, un tempo, ci insegnava a essere comunità.”
Nel corso dell’evento, la Fidapa ha anche sostenuto la scrittrice Maria Grazia Fasciana ( nella foto di copertina) con il suo libro “L’amore è friabile”, confermando il proprio impegno nella valorizzazione della produzione letteraria e delle voci femminili.
Il IV Salone del Libro si chiude così come un’esperienza che lascia tracce profonde. Merito dell’azione illuminata della dirigente Aldisio, capace di costruire un evento che non è solo vetrina culturale, ma spazio vivo di crescita.
Fondamentale la partecipazione attiva della Fidapa, che ancora una volta si conferma presenza incisiva nel territorio, promotrice di valori, cultura e consapevolezza.
E poi resta il messaggio più importante: la lettura.
Perché leggere non è solo un atto individuale, ma un gesto che costruisce comunità. È attraverso i libri che le nuove generazioni possono imparare a conoscere, a scegliere, a diventare cittadini consapevoli.
A Gela, per qualche giorno, tutto questo è accaduto davvero. E il segno lasciato è destinato a durare
