Gela – “Ho letto il parere e vi dico la mia”. Lo dice il Segretario regionale PeR Miguel Donegani sull’idea di utilizzare le royalties per coprire le buche innumerevoli di Gela.
La Corte dei Conti sulle buche demanda all’amministrazione ogni responsabilità che non rientri nelle competenze strettamente collegate alla tutela ambientale e agli interventi di somma urgenza.
“È una posizione in linea con quello che sostengo da due anni – dice Donegani- anche rispetto all’utilizzo delle royalties nel bilancio stabilmente riequilibrato, quando evidenziai che quelle somme dovevano essere destinate alla riqualificazione dei quartieri e del territorio”.
È una cosa ben diversa dall’idea di utilizzare le royalties semplicemente per coprire le buche stradali come manutenzione ordinaria.
“La Corte dei Conti non ha dato alcun ‘liberi tutti’ sull’utilizzo delle royalties. – dice Donegani- Leggere il parere in questo modo sarebbe una semplificazione pericolosa e, soprattutto, giuridicamente scorretta.
La Corte afferma una cosa diversa: l’utilizzo delle royalties può essere ammesso solo in presenza di condizioni ben precise, cioè quando si tratta di interventi urgenti, riconducibili alla somma urgenza, finalizzati alla tutela della sicurezza pubblica, dell’incolumità dei cittadini e alla prevenzione di danni patrimoniali certi e gravi per l’ente.
Non si parla quindi di manutenzione ordinaria né di semplice copertura delle buche stradali.
Le royalties nascono come strumento di compensazione territoriale per gli impatti derivanti dalle attività estrattive e industriali. Per questo motivo, la loro destinazione deve mantenere una coerenza con finalità di tutela ambientale, mitigazione del rischio, sicurezza del territorio e salvaguardia delle aree maggiormente esposte.
Parliamo di costoni, dissesto idrogeologico, viabilità in aree sensibili, strade connesse a siti di interesse ambientale o infrastrutture la cui compromissione può determinare rischi reali per la collettività.
Ma, come abbiamo sempre sostenuto, le royalties possono e devono essere anche uno strumento di riqualificazione urbana e territoriale: per migliorare quartieri, recuperare aree degradate, intervenire sulle periferie e restituire dignità a zone troppo spesso dimenticate.
Non come spesa ordinaria senza visione, ma come investimento straordinario per migliorare la qualità della vita dei cittadini e ricucire il rapporto tra sviluppo industriale e giustizia territoriale.
Questo non significa ignorare il problema gravissimo delle buche cittadine, che oggi rappresentano un’emergenza evidente e senza precedenti per estensione, pericolosità e impatto sulla vita quotidiana dei cittadini.
Ma proprio per questo serve una programmazione seria: a breve, medio e lungo termine. E non tocca alla Corte dei Conti farla, ma a chi amministra e alla politica.
Gli interventi urgenti vanno affrontati subito per garantire sicurezza e prevenire danni, ma la manutenzione complessiva della rete viaria non può essere affidata soltanto a misure straordinarie o interpretazioni forzate delle royalties.
Pensare di utilizzare questi fondi come un semplice bancomat per la manutenzione ordinaria sarebbe un errore politico e amministrativo.
Serve serietà, serve rigore e serve rispetto delle norme.
La Corte dei Conti non autorizza scorciatoie: richiama invece la responsabilità piena dell’ente nelle scelte e nella corretta motivazione degli interventi.
La politica deve dire la verità ai cittadini, non costruire facili slogan.
Le royalties non sono un “fondo tappabuche”.
Sono risorse straordinarie che vanno utilizzate con responsabilità, visione e nel rispetto della loro funzione”.
