Si apre la stagione delle tragedie greche

09/05/2026
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Siracusa – Applausi a scena aperta in occasione della prima di Alcesti di Euripide per la regia di Filippo Dini che ha aperto, con un successo, ieri sera la 61esima stagione di rappresentazioni classiche al Teatro Greco di Siracusa.

Il sacrificio di Alcesti e la condizione della donna nella storia, la sua evoluzione, il suo percorso di orrore, al centro dello spettacolo di Filippo Dini nella traduzione di Elena Fabbro, con le musiche composte da Paolo Fresu ed eseguite ieri sera dal vivo dallo stesso musicista.

 

La sua tetralogia tragica comprendeva anche le tragedie Le Cretesi, Alcmeone a Psofide e Telefo. Di solito, le tetralogie si concludevano con un dramma satiresco: in questo caso il suo posto fu occupato da una tragedia a lieto fine come Alcesti. Alcuni critici, spinti da questo particolare e da altri (ad esempio il tono un po’ farsesco del personaggio di Eracle) hanno ritenuto che l’opera non fosse affatto una tragedia, ma un dramma satiresco. Altri, invece, hanno considerato il dramma come una sorta di “fiaba”, in quanto Apollo, già nel prologo, ne annuncia il lieto fine.

Alcesti, coproduzione con il Teatro Stabile del Veneto, vede Dini nel doppio ruolo di regista e attore, nei panni di Ferete; mentre Deniz Ozdogan interpreta Alcesti e Aldo Ottobrino è Admeto.
La scena è di Gregorio Zurla, una grande villa, contemporanea, che racconta l’animo vuoto del proprietario; i costumi sono di Alessio Rosati, i movimenti di Alessio Maria Romano, il disegno luci di Pasquale Mari.Completano il cast Denis Fasolo (Eracle); Alessio Del Mastro ( Apollo), Luigi Bignone (Thanatos), Sandra Toffolatti l’Ancella, Bruno Ricci il servo, Carlo Orlando il capo del coro composto da Simonetta Cartia, Gennaro Di Biase, Riccardo Gamba, Lucia Limonta, Margherita Mannino, Carolina Rapillo, Ottavia Sanfilippo, Roberto Serpi, Chiarastella Sorrentino, Dalila Toscanelli. In scena anche gli allievi dell’Accademia d’Arte del Dramma Antico.
Alcesti rimarrà in scena a Siracusa fino al 6 giugno per poi partire in una tournée nazionale: dal 3 al 5 luglio al Teatro Grande di Pompei; il 17 e 18 luglio al Teatro Romano per il Teatro Ostia Antica Festival e il 17 e 18 settembre al Teatro Romano di Verona per l’Estate Teatrale Veronese.

Questa sera, alle 19, la prima dell’Antigone di Sofocle diretta da Robert Carsen nella traduzione di Francesco Morosi.

L’opera narra la vicenda di Antigone, che decide di dare sepoltura al cadavere del fratello Polinice, pur contro la volontà del nuovo re di Tebe, Creonte, che l’ha vietata con un decreto. Polinice, infatti, è morto assediando la città di Tebe, comportandosi come un nemico: non gli devono quindi essere resi gli onori funebri. Scoperta, Antigone viene condannata dal re a morte, murata viva in una grotta. In seguito alle profezie dell’indovino Tiresia e alle suppliche del coro, Creonte decide infine di liberarla, ma è troppo tardi perché Antigone nel frattempo si è impiccata. Questo porta prima al suicidio del figlio di Creonte, Emone, promesso sposo di Antigone, e poi della moglie Euridice, lasciando Creonte solo a maledirsi per la propria intransigenza.