Gela – Il countdown è ufficialmente iniziato. Mancano poche settimane alla scadenza per l’iscrizione del Gela Calcio al prossimo campionato di Serie D e, ad oggi, le certezze sono davvero poche. Dalla società non arrivano segnali chiari sul futuro, mentre i saluti di diversi calciatori e del direttore sportivo Aurelio Lo Bianco alimentano dubbi e preoccupazioni tra i tifosi.
La giovane dirigenza è alla ricerca di nuovi soci e risorse economiche, ma il tempo corre veloce. Siamo già a maggio e programmare una stagione sportiva non può più aspettare: bisogna costruire la squadra, organizzare lo staff e rispettare tutte le scadenze federali.
La stagione appena conclusa è stata affrontata tra enormi difficoltà. La Serie D si è rivelata un campionato costoso e complicato, aggravato da una situazione infrastrutturale inaccettabile: tribuna chiusa, tifosi costretti a seguire le gare sotto il sole o la pioggia e giornalisti sistemati persino sui balconi pur di raccontare le partite.
A tutto questo si aggiunge la questione stadio. A gennaio 2026 erano stati annunciati con entusiasmo i lavori di restyling dell’impianto, ma a distanza di mesi tutto è fermo. I lavori non sono mai realmente partiti e manca ancora la variante necessaria per procedere.
L’area dietro la porta Est, lato via Niscemi, è ormai invasa da erbacce e vegetazione. Una situazione di degrado che danneggia l’immagine della città e crea persino problemi ai calciatori, costretti a recuperare il pallone tra sterpaglie alte quasi un metro. Era stata richiesta ufficialmente una recinzione e la realizzazione di una piccola gradinata, ma nulla è stato fatto.
In queste condizioni è difficile convincere investitori e imprenditori ad avvicinarsi al progetto calcistico, nonostante Gela resti una delle piazze più importanti e passionali della Sicilia.
Luglio è ormai vicino. Per iscriversi serviranno garanzie economiche, organizzazione e strutture adeguate. Servono fatti concreti, non promesse.
Adesso tocca alla città, ai tifosi e alla politica dimostrare davvero quanto tengano ai colori biancazzurri.
Il tempo delle attese è finito.
Francesco Agati
