Le osservazioni degli autonomisti sulla sanità

23/09/2025
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Palermo- I deputati del gruppo Popolari e Autonomisti Giuseppe Geremia Lombardo,  Ludovico Balsamo e Giuseppe Carta hanno presentato un ricco dossier di osservazioni sulla rete ospedaliera siciliana fra cui figura la situazione di Caltanissetta/Gela

“Il Presidio “Vittorio Emanuele” di Gela insiste su un bacino d’utenza che comprende il Comune di Gela (70–73 mila residenti) e i Comuni del Distretto sanitario (Niscemi, Butera, Mazzarino), per un’utenza potenziale >100 mila abitanti.

La distanza stradale dal Centro Hub con Emodinamica di Caltanissetta è di circa 65–72 km, con tempi di percorrenza medi superiori a un’ora in condizioni ordinarie di traffico. Negli ultimi anni l’UOC di Cardiologia–UTIC di Gela ha garantito la presa in carico h24 di pazienti con ACS (Sindrome Coronarica Acuta) e altre urgenze cardiologiche, con trasferimento verso Caltanissetta di 190 pazienti nel 2022, 230 nel 2023, 215 nel 2024 e 133 nel 2025 (dato corrente).

Questo comporta ritardi sistemici inevitabili (attivazione 118, stabilizzazione, trasferimento inter-ospedaliero), maggior esposizione al rischio clinico nelle forme tempo-dipendenti (STEMI, shock cardiogeno, aritmie maligne) e mobilità passiva intra-provinciale con costi indiretti (mezzi, personale, accompagnamento).

L’analisi congiunta di bisogno di salute, distanza/tempi di percorrenza, carichi consolidati di casi conferma che l’attivazione dell’Emodinamica a Gela è una misura clinicamente necessaria e organizzativamente sostenibile.

Su Agrigento i deputati chiedono che si ripristinino i 2 pl, già previsti nella rete del 2019 e attivati fino ad oggi, dell’oculistica di Licata (provvista della relativa UOSD): se così non fosse, si arrecherebbe grave pregiudizio ai numerosi abitanti di quel territorio che sarebbero costretti a recarsi al primo ospedale più vicino che dista circa 50 km (ospedale di Agrigento).

Ragusa: si assiste ad una distribuzione dei posti letto tra i tre presidi di Ragusa, Vittoria e Modica che vede negli ultimi due un aumento spropositato di posti letto a detrimento dell’ospedale di Ragusa che è una DEA di primo livello (pl acuti rete 2025: Ragusa -32, che equivale al -10%, Vittoria +46, che equivale al +32%, Modica +58, che equivale al +36%). Fermo restando la funzione essenziale di assistenza ospedaliera pienamente valida degli ospedali di Vittoria e Modica che insistono su un territorio che abbraccia più comuni, non si può non sottolineare la eccessiva penalizzazione dell’ospedale `Paolo Giovanni II di Ragusa con particolare riferimento al reparto di Urologia, in cui si passa da 14 pl a soli 4 pl in DO, a vantaggio dell’ospedale di Modica che, rispetto alla rete del 2019, consegue una dotazione di 16 pl, scelta fortemente criticata, con nota motivata indirizzata alla direzione generale dell’ASP di Ragusa, dal direttore dell’UOC dell’ospedale Giovanni Paolo II evidenziando la illogicità di una scelta che avrà ricadute sull’intero servizio di Urologia nel quadro di una dotazione carente del personale sanitario di competenza.

Viene smantellata l’Otorinolaringoiatria che passa da 16 pl a 2 pl in DH, viene ridotta significativamente la dotazione dei posti letto della Pediatria (-4 pl), e persiste, seppure in misura ridotta rispetto all’ipotesi originaria di rete ospedaliera, la diminuzione di posti letto nel reparto di Ematologia/Thalassemia, tra l’altro in un presidio ospedaliero che è un centro regionale di riferimento per la thalassemia e il trattamento delle malattie rare. Chiedo al Governo di riequilibrare l’assegnazione dei posti letto secondo i criteri di efficienza, appropriatezza, e continuità assistenziale, tenendo conto del fatto che se il taglio dei posti letto nella Regione Siciliana è motivato da una crisi demografica consistente rispetto al 2019, certamente tale taglio non può coinvolgere un presidio ospedaliero collocato in un’area territoriale in cui si registra un dato di crescita della popolazione.

Stroke Ragusa: finalmente si dà seguito ad un giudizio di ottemperanza emesso in seguito alla sentenza del TAR Catania del 2021 sulla istituzione della Stroke nell’Ospedale Giovanni Paolo II, anche in virtù della posizione baricentrica del comune di Ragusa acclarata dall’organo giudicante, prevedendo nella rete stessa una dotazione di 6 posti letto. Tuttavia tale riconoscimento rischia seriamente di essere vanificato dalla previsione di 8 posti aggiuntivi (che così passerebbe da 12 a 20) della Stroke dell’Ospedale di Vittoria in un contesto di carenza grave del personale sanitario di competenza.

Catania: Neuroradiologia Garibaldi. I numeri di esami diagnostici vanno nella direzione della necessità della istituzione di una UOC: 13.277 esami diagnostici nel 2024, con attività di neuroradiologia h24, con guardia attiva, setting essenziale per far fronte con efficacia alle patologie tempo dipendenti (unica UO a Catania; altro centro in Sicilia con guardia attiva è il Policlinico di Messina); 664 procedure interventistiche di cui 342 Neurovascolari e 322 spine, al decimo posto in Italia nella classifica nazionale REI (Registro Endovascolare Ictus), con attività riconosciuta a livello istituzionale e scientifico. Numeri superiori ad UOC esistenti in Sicilia.

L’Ospedale Cannizzaro è un centro di riferimento di eccellenza, per la Sicilia orientale, per il trattamento dei politraumi: l’attuale configurazione della rete ospedaliera sembra rispettare tale vocazione ma rischia di rimanere incompleta la rete del trattamento dei politraumi se non si prevede, almeno, una minima dotazione di posti letto per la chirurgia maxillo facciale che certamente apporta un notevole contributo specialistico all’ampia gamma di interventi integrati con diverse discipline chirurgiche, nel quadro, tra l’altro, di una convenzione in atto tra lo stesso ospedale Cannizzaro e l’Università Kore di Enna.

Messina: altro caso controverso è quello che riguarda l’ospedale Papardo di Messina, DEA di primo livello che potrebbe aspirare ad essere promosso a DEA di secondo livello per l’alto numero di discipline chirurgiche e mediche ad alta specialità possedute, oltre che secondo presidio ospedaliero della città di Messina insieme al Policlinico che serve un bacino di utenza tra i 150.000 e 300.000 abitanti dell’area metropolitana messinese. Un ridimensionamento, previsto nella attuale rete ospedaliera, colpirebbe tutte quelle aree chirurgiche e mediche per le quali nel 2024 il dato complessivo degli interventi e selle prestazioni sanitarie dovrebbe, invece, rendere ineludibile il mantenimento dei posti letto tagliati. Si tratta di un numero consistente di posti letto tagliati riguardanti segnatamente la Cardiochirurgia, unica nella provincia di Messina, che perderebbe 2 pl a fronte dei 423 interventi effettuati nel 2024, l’Ortopedia, che perderebbe 6 pl a fronte dei 587 interventi effettuati nel 2024, l’Ostetricia e Ginecologia, che perderebbe 5 pl a fronte dei 1136 interventi effettuati nel 2024, l’Otorinolaringoiatria, che perderebbe 2 pl a fronte dei 349 interventi effettuati nel 2024, la Chirurgia plastica, che perderebbe 4 pl a fronte dei 930 interventi effettuati nel 2024, la Chirurgia Vascolare, che perderebbe 2 pl a fronte dei 205 interventi effettuati nel 2024, la Chirurgia Generale, che perderebbe 1 pl a fronte dei 787 interventi effettuati nel 2024; a ciò si aggiunge il taglio di altri posti letto afferenti alla Neurologia (-6 pl), alla Terapia Semintensiva (-16 pl), alla Lungodegenza (-4 pl), alla Medicina generale (-2 pl). Al netto della Cardiochirurgia Pediatrica che verrebbe incardinata nell’Ospedale Papardo

“Chiediamo al Governo di correggere il tiro rispetto a questa rappresentazione che potrebbe compromettere l’erogazione adeguata di prestazioni sanitarie interventistiche e ambulatoriali, non rispondendo alla domanda di salute di migliaia di cittadini della città metropolitana di Messina”- dicono i tre deputati .

 

 

Una risposta

  1. Parlando solo di posti letto, a memoria ricordo che ne mancano circa 100 di quelli previsti. A parte i servizi sui quali trattare.

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