Gela – I grandi problemi della sanità gelese hanno aperto il campo ad appetiti politici. Del resto la campagna elettorale regionale si avvicina e taluni hanno pensato bene di cavalcare le tigri del magro banchetto della sanità per mettersi in primo piano.
Peccato che i problemi restano perché individuare tre vincitori di concorso non fa un reparto ospedaliero ancora di là da venire e cantare vittoria su un servizio sanitario non ha il potere di riattivarlo. Si parla si. Ma i problemi restano. Nessuno è vincitore e montano le polemiche.
Dopo le accuse semivelate della Presidente della commissione consiliare Floriana Cascio su strumentalizzazioni politiche, la capogruppo di Fratelli d’Italia esce allo scoperto e fa nomi e cognomi dando un volto alle allusioni.
Il deputato Scuvera ha fatto proprio il concorso dei neurologi facendo pubblicare sui social e addirittura su taluni giornali un suo video con dichiarazioni in cui afferma che avrebbe contribuito alla conclusione del concorso e Sara Cavallo lo difende.
“Le dichiarazioni del presidente Cascio appaiono scomposte e fuori luogo – scrive Cavallo – e sembrano dettate più dalla necessità di conquistare una visibilità che da una reale volontà di contribuire alla soluzione dei problemi della sanità gelese.
Nessuno ha mai sostenuto che le criticità dell’ospedale di Gela siano state superate.
L’on. Totò Scuvera conosce bene le difficoltà che quotidianamente vivono cittadini, operatori sanitari e pazienti e, proprio per questo, porta avanti un confronto costante con il Governo regionale, con l’assessorato alla Salute e con i vertici sanitari, nella consapevolezza che i problemi si affrontano con il lavoro quotidiano e con una programmazione seria, non con le polemiche o con qualche sporadica trasferta a Palermo.
Il Presidente della commissione sanità, che negli scorsi giorni è stata a Palermo insieme all’assessore Franzone per incontrare la commissione regionale, escludendo i componenti della commissione da scelte che riguardano l’intera comunità.
È singolare come trovi il tempo per alimentare polemiche e impartire lezioni, quando sarebbe più utile mettere a disposizione della comunità proposte e contributi concreti, la sanità gelese ha bisogno di collaborazione istituzionale, non di sterili contrapposizioni.
I problemi dell’ospedale non si risolvono con qualche visita a Palermo o con dichiarazioni ad effetto. Si affrontano quotidianamente, con un confronto costante con i vertici regionali, con una programmazione seria e con un impegno che spesso non fa notizia ma produce risultati.
Le passerelle e le polemiche lasciano il tempo che trovano. I cittadini hanno bisogno di risposte e sapranno distinguere chi lavora quotidianamente nelle istituzioni da chi, invece, sembra più interessato a ricercare visibilità attraverso dichiarazioni fuori luogo che non aiutano a risolvere i problemi della sanità gelese”.
