Terreno espropriato nel 2008, mai pagato

23/06/2026
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Oggi vi raccontiamo una storia  a metà fra la cronaca giudiziaria, l’edilizia popolare, l’esproprio e il mancato corrispettivo della somma dovuta.

La storia è quella della famiglia Cassarino, due famiglie all’interno di un unico ceppo, proprietarie di un grande appezzamento di terreno che è stato espropriato e che attende il ristoro dal 2008.

La vicenda nasce qualche anno prima quando due aziende edili hanno deciso di utilizzare quella zona vicina alla via Arapacis per realizzare 60 villette attraversoil piano di ediliziae conomica e popolare (PEEP).  E quello era un terreno che poteva essere utilizzato per i loro progetti. I proprietari sono stati avvicinati ed è stato loro offerto un compenso di 21 euro al metro quadro.

I proprietari non hanno accettato.  Cominciano le battaglie legali e si addiviene all’accordo sulla cifra di 48 euro al mq. Sulla scorta della perimetratura il Comune avrebbe dovuto versare 200 mila euro.

Duecentomila sulla carta perchè il denaro non è mai stato versato.

In tutto questo rientra il comune di Gela, che con apposita delibera che vi facciamo vedere, ha espropriato appunto i terreni, però non li ha mai papagati.

 

La battaglia legale comincia 12 anni fa. È stato ingaggiato il primo avvocato e passano 10 anni senza ottenere nulla.

Le villette sono state vendute e i Cassarino non risultano più proprietari dell’area.

Poi il secondo Legale.

Nel frattempo arriva il dissesto finanziario che complica ulteriormente la situazione: le parti hanno sottoscritto un documento di mediazione.

E’ stata inoltrata una domanda di ammissione massa passiva.

Adesso si attende che l’OIV, organismo di valutazione faccia la proposta formale secondo la procedura per permettere l’accantonamento del 50% della somma.

Somma che la famiglia non intende accettare dopo quasi 20 anni di attesa e si preannuncia una nuova battaglia legale più cruenta…

Sentiamo uno dei eredi, Giovanni Cassarino: