Nessuna vittoria: il servizio Alzheimer è a Caltanissetta

22/06/2026
Tempo di lettura: 3 minuti

Gela –  Non basta la pubblicazione di una graduatoria di concorso per fare un reparto e non basta per ripristinare un servizio. La campagna elettorale che incalza si preannuncia cruenta.

Sarebbe bello se i candidati si sfidassero a duello a  suon di servizi da riattivare e sarebbe bello se ci potesse cantare vittoria su verità. E invece la sfida si consuma a suon di video ma di servizi nemmeno l’ombra.

Andiamo per ordine. Nel marasma di inefficienze della sanità di Gela che, secondo l’Asp di Caltanissetta,  sono invenzioni politiche o giornalistiche, arriva una notizia confortante.

L’azienda di Caltanissetta ha individuato i tre vincitori di concorso per la neurologia. Apriti cielo. Ognuno si è sentito in dovere di intestarsi la battaglia della neurologia. Video, dichiarazioni, vittorie.

Il cittadino qualunque che è un potenziale elettore ascolta e valuta, ma sa poco delle dinamiche.

Per fare un reparto di neurologia bastano tre medici? E se uno sta male o va in vacanza ne restano due? E gli infermieri sono stati individuati? Ed il personale OSS? E quello addetto alla pulizia?

Niente solo i tre medici sulla carta e si canta vittoria. E si litiga a suon di comunicati stampa

Ricordiamo il reparto di neurologia ai tempi del dott. Nibali: tre medici pure allora. Nobili se ne va, se ne va anche la dott.ssa Granvillano prestata dalla Clinica Santa Barbara. Resta la dott.ssa Verniccio, resiste un anno.  Un anno di vita dimenticata e poi passa al territorio. Chiude il reparto. E’ storia. E non ci ha pensato più nessuno. E nessuno se n’è accorto. E i sindacati dormono sugli allori. A Gela le manifestazioni pubbliche di protesta vengono organizzate dalle associazioni. I sindacati stanno a guardare e prendono quote dele iscrizioni dei dipendenti.

In questo calderone spunta il problema del Centro disturbi cognitivi e demenze che, per un cavillo burocratico sparisce misteriosamente da Gela, come i pezzi di archeologia, e adesso si trova a Caltanissetta.

Sempre dalle informazioni di video e campagne elettorali si comunica che è tutto risolto con i medici indicati nella graduatoria del concorso che invece sono indicati per il reparto ospedaliero.

E bravi i giornalisti dei giornali regionali e nazionali hanno ripreso la notizia!

Poi ci sono i ‘poveri giornalisti locali’ che però conoscono i casi clinici della città e hanno vissuto ogni stagione della sanità di Gela, che conoscono il territorio meglio di quelli nazionali e importanti, che vengono contattati e scoprono gli altarini.

Guardacaso la figlia di una donna con sospetto disturbo cognitivo, chiama il Centro unico di prenotazioni e viene dirottata a Caltanissetta. Proprio oggi. Perché i tre medici neurologia individuati grazie a questo e a quello non bastano a fare un reparto né a ripristinare un servizio.

Il servizio territoriale di neurologia non prevede ad oggi la cura della demenza.

Chiamiamo i dirigenti e ci sentiamo rispondere: ” non so nulla, non so se mi registra e non posso parlare”. Certo, chi sono i giornalisti? Nessuno, non sono deputati né politici,  né ‘penne d’oro’ alla Vespa. Sono zero, neanche meritevoli di essere ringraziati.

Telefoniamo con la figlia della paziente allo 0934- 506506, il Cup di Caltanissetta e questa volta l’impiegato deve rispondere necessariamente.

Si informa con i colleghi e dice: ” per l’appuntamento la lista di attesa è lunga, tuttavia se ha il piano terapeutico che non si può interrompere, viene qui, a Caltanissetta, e si rivolge ai nostri medici”.

Svelato l’arcano: non è stato risolto alcun problema. Il servizio per i malati affetti da Alzheimer è  sempre a Caltanissetta.

Basta fare una telefonata per sincerarsi.

In ultimo lo psicologo per i malati di Alzheimer. Questa ha dell’incredibile. Non ci sono i medici in Pronto soccorso e pensiamo allo psicologo per i poveri anziani dal cervello compromesso.

Come pensare al sugo senza avere la pasta in madia. Assurdo!

E sempre i gelesi a dire ‘bravi’ a chi spende parole.

Parole non fatti..