Contatori: parte la querela contro Caltaqua

26/06/2026
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Gela – La diffida si trasforma in querela. Ci va pesante Marco Maniglia contro Caltaqua.

Prima ha firmato la diffida adesso la querela.

Tutto nasce dalla rimozione di un contatore a seguito di rescissione di un contratto di locazione di un appartamento. In pratica il locatario ad ogni inquilino che se ne va deve ‘ricomprare’ il contatore.

Fino a qualche tempo fa il contatore veniva bloccato per evitare che fosse usato senza autorizzazione. Adesso arriva la novità, non annunciata. Una novità che costa 300 euro quando si richiede un nuovo allaccio. Un bell’affare per guadagnare bene.

Diversi cittadini hanno segnalato le vessazioni nelle procedure adottate a seguito della cessazione delle forniture idriche.

Ed è accaduto all’ imprenditore Maniglia.

Una sua inquilina, dovendo lasciare un appartamento preso in affitto ha presentato la richiesta di disdetta dell’utenza negli uffici di Caltaqua.

Gli uffici amministrativi le hanno somministrato un modulo il cui contenuto non sempre è chiaro agli utenti.

La donna, ignara, ha firmato ed il titolare dell’immobile ha visto sparire il contatore dell’acqua.

Ma non è la sola, altri utenti si sono presentati negli uffici di caltaqua perché avevano ritenuto di sottoscrivere esclusivamente la cessazione della fornitura idrica e poi hanno scoperto che la procedura prevedeva anche la rimozione del contatore. Una volta rimosso, l’immobile risulterebbe privo del dispositivo necessario per l’erogazione dell’acqua.

La questione emergerebbe soprattutto quando l’abitazione viene successivamente occupata da nuovi inquilini o proprietari, i quali, per riattivare il servizio, dovrebbero richiedere l’installazione di un nuovo contatore sostenendone i relativi costi. E parliamo di 300 euro. Se si moltiplica per ogni cambio di inquilino si immagini che cifre

Marco Maniglia, che ha vissuto personalmente questa esperienza e di aver incontrato presso gli uffici del gestore altre persone che hanno avuto la stessa esperienza. Per questo motivo si è rivolto al sindaco Terenziano Di Stefano, nella sua qualità di primo cittadino e presidente dell’ATO Idrico, chiedendo un intervento volto a fare chiarezza sulle procedure adottate e a tutelare gli utenti da eventuali incomprensioni.

 

Maniglia auspica che venga garantita una maggiore trasparenza nelle comunicazioni rivolte ai cittadini, affinché ogni utente sia pienamente consapevole delle conseguenze derivanti dalla sottoscrizione della documentazione relativa alla cessazione dell’utenza.

 

Il legale rappresentante Paolo Cafà per conto di Maniglia  ha presentato un esposto verso Caltaqua per avere rimosso il contatore e dopo la diffida non averlo riposizionare senza costi per l’utente.