La guerra dei posti alla Regione è cominciata da tempo. Più mesi passano e più si fa cruenta.
Ognuno si candida autonomamente e gli altri stoppano.
E il botta e risposta non manca.
Il Responsabile regionale Controcorrente e Seg.reg. PeR Miguel Donegani non lascia senza una controbattuta.
“Le dichiarazioni del sindaco Di Stefano mi lasciano sinceramente perplesso. C’è innanzitutto una questione di ruoli istituzionali.
Il sindaco di Gela ha il dovere di rappresentare la città ai tavoli istituzionali, non di dettare tempi, modalità e candidature al tavolo regionale del centrosinistra, dove siedono i segretari regionali e i rappresentanti delle forze politiche.
Così come nessuno dal tavolo regionale interviene nelle scelte amministrative del Comune di Gela, allo stesso modo ritengo inopportuno che il sindaco entri nelle dinamiche interne di un percorso politico regionale.
C’è poi una questione di coerenza.
Il sindaco invita pubblicamente Ismaele La Vardera a non procedere con una candidatura non condivisa, sostenendo che ciò potrebbe favorire il centrodestra.
Eppure dimentica un fatto fondamentale: Ismaele La Vardera ha proposto le primarie già nel dicembre scorso, mettendo a disposizione uno strumento democratico per costruire una candidatura condivisa. Nessuno, allora, raccolse quell’invito.
Ancora più singolare è il fatto che il sindaco scelga di intervenire soltanto sulla candidatura di La Vardera, mentre non ha speso una parola sull’autocandidatura di Nuccio Di Paola, resa pubblica dalla stampa appena tre giorni fa.
Quella candidatura non rischia forse, secondo il suo stesso ragionamento, di dividere il campo progressista?
Oppure questo principio vale soltanto per qualcuno?
E, soprattutto, se davvero il sindaco considera prioritario impedire la vittoria del centrodestra, dovrebbe interrogarsi anche sulla coerenza della propria esperienza amministrativa.
A Gela, infatti, governa con una maggioranza nella quale è presente anche l’MPA, forza politica che sostiene il governo regionale di centrodestra.
La coerenza non può essere a geometria variabile.
Il nostro obiettivo deve essere un altro: costruire un’alternativa credibile al governo Schifani parlando di sanità, rifiuti, acqua, sviluppo e lavoro.
Le scelte sul candidato presidente spettano agli organismi regionali dei partiti.
Al sindaco di Gela spetta il compito di amministrare e rappresentare la città”.
