Gela – La guerra delle candidature alla Regione continua e diventa sempre più forte. Prende la parola il Gruppo “Una Buona Idea ” con il Segretario Rino Licata
“C’è un metodo che sta diventando sempre più raro nella politica siciliana: sedersi a un tavolo, ascoltarsi e decidere insieme. Eppure è proprio questo il gesto che il Sindaco di Gela, Terenziano, ha avuto il coraggio di chiedere a tutti i segretari regionali del centrosinistra, dei civici e dei progressisti.
La sua proposta è semplice, e proprio per questo scomoda: fare tutti un passo indietro sulle autocandidature e trovare insieme, con spirito unitario e responsabile, il nome giusto per la Presidenza della Regione Siciliana. Un profilo che abbia esperienza amministrativa, politica e capacità di aggregazione. Non un uomo solo al comando, ma una sintesi di competenze e territori.
Eppure, questa proposta di buon senso ha già incontrato resistenze. Il Segretario Regionale di PeR, Donegani, ha risposto in modo critico, difendendo di fatto le autocandidature e mostrando chiusura verso un confronto realmente aperto.
Il problema è politico, non personale.
Non si tratta di tifoseria. Si tratta di coerenza, se diciamo di voler vincere le prossime elezioni Regionali, dobbiamo comportarci di conseguenza. Tenere il pallino in mano e rivendicare la propria candidatura fino allo stremo non è forza, è miopia politica.
La Sicilia ha bisogno di un Presidente che unisca, non che divida. Che guardi al bene comune, non agli interessi di partito o di corrente. E l’unico modo per arrivare a un nome condiviso è mettere da parte l’orgoglio personale e sedersi attorno a un tavolo, tutti insieme, da pari a pari.
Un appello a tutte le forze Civiche eprogressiste
Sosteniamo la linea del Sindaco Terenziano. Non perché abbia già il nome giusto in tasca, ma perché ha il metodo giusto: condivisione, unità, esperienza. Un Progetto Politico non si realizza se si litiga sulle poltrone è già sconfitto in partenza. Solo chi si confronta e sceglie insieme, invece, può ancora vincere.
A Donegani e a chiunque si opponga a questo percorso, diciamo con rispetto ma con fermezza: fare un passo indietro non è una sconfitta. È servizio. E la politica, quella vera, è servizio”.
