La guerra fredda ed il fuoco sotto la cenere

Il 14 luglio a Mazzarino sarà la presa della Bastiglia?
12/07/2026
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Mazzarino – Come i Guelfi e ghibellini del Basso Medioevo che si facevano la guerra per contendersi Firenze.

A Mazzarino non ci sono lotte a suon di cappa e spada ma di parole. Parole durante i comizi pubblici di sapore antico e sui social come è usanza del XXI secolo.

I guelfi sostenevano il Papa sono gli amici del sindaco ed i ghibellini appoggiavano l’autorità dell’imperatore i progressisti di sinistra che hanno presentato la mozione di sfiducia nei confronti del primo cittadino a soli due anni dall’insediamento.

In due anni ogni atto è stato terreno di scontro: dalle antenne ai finanziamenti,  all’immobilismo che il sindaco contrasta vantando il merito di aver ottenuto 15 mln, una cifra che nessun altro sindaco può vantare.

Il clima è incandescente negli ambienti politici sin dalla prima notizia sulla mozione di sfiducia presentata dal gruppo dei ficarriani e supportata nell’immediatezza da MazzarinoLab.

A far saltare i nervi al sindaco Faraci sono i numeri. Su 16 consiglieri, 12 hanno manifestato l’intenzione di firmare la sfiducia che verrà discussa il 14 luglio nell’assise civica.

Sarà la presa della Bastiglia per Mazzarino?

Si vedrà. Nell’attesa i nervi sono a pezzi e il clima di fuoco si taglia col coltello a suon di parole pesanti come lame affilate dai due fronti in lotta.

Volano accuse ed insulti. Il sindaco mostra senza remore il suo nervosismo e l’altra ‘fazione’ lo accusa di scarsa ironia.

In suo aiuto viene il gruppo ‘Sud chiama Nord’ di Cateno De Luca che invita i consiglieri alla riflessione,  ricordando che un eventuale commissariamento non farebbe bene a nessuno, come è avvenuto in tutti i casi di sfiducia.

Sullo sfondo la città inerme che guarda con malcelata indifferenza,  impegnata nei problemi irrisolti della cittadina.

Nel frattempo i buontemponi si consolano con meme e vignette per stemperare la crisi.