Il TAR annulla la nomina del Comandante della Polizia municipale

Decisiva la mancata costituzione in giudizio contro il ricorso di Occhipinti
18/07/2026
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Il TAR annulla la nomina del Comandante della Polizia municipale Massimo Cozzo, il CGA respinge il ricorso d’urgenza del Comune

​Atti nulli e comando scoperto. Decisiva la mancata costituzione in giudizio contro il ricorso di Occhipinti. Tutto congelato fino all’udienza collegiale del 3 settembre.

La Polizia Municipale senza una guida. Gli atti di nomina del Comandante sono stati ufficialmente azzerati e il comando rimarrà vacante, con ogni probabilità, per tutta la stagione estiva. È questo l’effetto  della sentenza del TAR, che ha annullato tutti i provvedimenti assunti dall’Amministrazione comunale, e del successivo “no” incassato dal Comune davanti al CGA (Consiglio di Giustizia Amministrativa).

​Nel tentativo di arginare gli effetti del verdetto del TAR, Palazzo di Città aveva infatti presentato una richiesta di misura cautelare d’urgenza e monocratica al CGA, chiedendo la sospensione immediata dell’efficacia della sentenza. Una richiesta che, tuttavia, è stata respinta al mittente dal Presidente del Consiglio d’appello.

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​Il rigetto del provvedimento monocratico significa una sola cosa: da oggi, in stretto rispetto della decisione del TAR, gli atti di nomina sono da considerarsi nulli. Il ricorso del Comune non ha sortito l’effetto sospensivo sperato e, di fatto, i vigili urbani si trovano in questo momento senza un Comandante formalmente in carica.

​La situazione rimarrà in questo stato di limbo giuridico e amministrativo almeno fino al prossimo 3 settembre, data in cui il caso sarà trattato in sede collegiale. Solo allora i giudici del CGA si esprimeranno collegialmente sul merito della sospensiva.

 

​Tra i motivi del fallimento dell’azione legale d’urgenza promossa dal Comune emerge un dettaglio procedurale tutt’altro che trascurabile: la mancata costituzione contro il ricorso originario presentato da Occhipinti.

​Se da un lato si è trattato di una scelta legittima da parte della difesa dell’Ente, dall’altro si è rivelata un boomerang: il Presidente del CGA ha tenuto fortemente conto di questa condotta processuale nel valutare il periculum in mora (il rischio di danno imminente). Senza una forte e tempestiva opposizione formale nelle prime fasi, è venuto meno il presupposto dell’urgenza assoluta che avrebbe giustificato il decreto monocratico.

​Al Comune non resta adesso che attendere l’udienza di settembre o, in alternativa, correre ai ripari nominando in fretta e furia un sostituto temporaneo o un “facente funzioni” per garantire la gestione del Corpo in un periodo delicatissimo dell’anno.