Ci sono luoghi che non smettono mai di appartenerci. Anche quando la vita ci porta lontano, anche quando impariamo ad amare altre città, altre abitudini e altri orizzonti. Per Vincenzo Cascino, che oggi vive e lavora a Sanremo, tornare a Gela non significa semplicemente rientrare nella città in cui è nato: significa ritrovare una parte profonda della propria identità.
Ogni viaggio verso la Sicilia è un ritorno alle origini. È il momento in cui il tempo sembra rallentare, lasciando spazio ai ricordi dell’infanzia, ai profumi della cucina di casa, alle voci delle persone care e a quel senso di appartenenza che nessuna distanza riesce a cancellare.
Sanremo e Gela rappresentano due modi diversi di vivere il territorio. Il Nord affascina per l’organizzazione, l’efficienza, i servizi e il ritmo ordinato della quotidianità. È un luogo dove il tempo viene pianificato, dove tutto sembra seguire una precisa scansione. Il Sud, invece, conserva il valore delle relazioni umane, della spontaneità e dell’accoglienza. Qui il tempo si misura ancora attraverso gli incontri, le conversazioni che si prolungano senza fretta e il piacere di stare insieme.
Eppure, al di là delle differenze, esistono anche sorprendenti somiglianze. Sia Sanremo che Gela vivono in stretto dialogo con il mare. Entrambe regalano tramonti che sembrano dipinti e ricordano come la natura sia capace di unire realtà geograficamente lontane. Il mare, in fondo, insegna ovunque la stessa lezione: guardare l’orizzonte con speranza.
Ma è la natura di Gela a suscitare emozioni difficili da descrivere. Le lunghe spiagge dorate, il mare che cambia colore durante la giornata, la luce intensa del sole siciliano, il vento che accarezza la costa e il profumo della salsedine creano un paesaggio che resta impresso nella memoria di chiunque lo abbia vissuto. È una bellezza autentica, non costruita, che parla direttamente al cuore.
A questa ricchezza naturale si aggiunge quella culturale. Tornare a Gela significa ritrovare tradizioni che continuano a vivere nelle famiglie, nelle feste patronali, nei mercati, nelle ricette tramandate da generazioni e in quella straordinaria ospitalità che caratterizza il popolo siciliano. Un caffè condiviso può trasformarsi in una lunga conversazione; un pranzo in famiglia diventa un momento di unione, racconti e sorrisi. Sono gesti semplici, ma rappresentano un patrimonio culturale di inestimabile valore.
Chi vive lontano comprende forse ancora di più quanto questi usi e costumi siano preziosi. La distanza insegna che le radici non sono un limite, ma una forza. Permettono di affrontare nuove esperienze senza perdere la propria identità, costruendo ponti tra realtà diverse.
Vivere tra Nord e Sud significa imparare ad apprezzare il meglio di entrambi. Dal Nord si possono apprendere il senso dell’organizzazione, la puntualità e la capacità di innovare; dal Sud si eredita il valore della comunità, della solidarietà, dell’umanità e del legame con la propria terra. Non è una contrapposizione, ma un incontro di culture che si completano a vicenda.
Per Vincenzo Cascino, ogni ritorno a Gela è molto più di un viaggio. È un dialogo con la propria storia, con le persone che hanno contribuito alla sua crescita e con una terra che continua a ispirarlo. È la conferma che si può vivere altrove, costruire nuovi percorsi professionali e personali, ma esiste sempre un luogo in cui il cuore riconosce immediatamente il suono di casa.
Perché si può partire mille volte, attraversare l’Italia da nord a sud, conoscere città meravigliose e costruire una nuova vita. Ma quando il sole illumina il mare di Gela e la brezza porta con sé il profumo della Sicilia, si comprende che le proprie radici non sono rimaste ad aspettare: hanno continuato a vivere dentro di noi. E ogni ritorno non è un passo indietro, ma un abbraccio con la parte più autentica della propria anima.
