Mazzarino: l’ex sindaco ritira le dimissioni e chiede di rientrare

31/07/2026
Tempo di lettura: 2 minuti

Mazzarino – La saga del ‘Governo perduto’ di Mazzarino non è finita.

Una vicenda che riserva sorprese nonostante si pensava fosse stata risolta con la mozione di sfiducia del 14 luglio approvata a larga maggioranza, con 12 voti si 16 consiglieri.

Il sindaco ancora in carica Domenico Faraci aveva presentato le dimissioni il 13 luglio. Se i consiglieri avessero desistito dal proposito della sfiducia,  il primo cittadino dimissionario, avendo la facoltà di ritirare le dimissioni, avrebbe potuto rientrare. E invece l’opposizione, anticipando la mossa strategica,  il 14 luglio ha sancito la ‘presa della città’ votando la sfiducia e rinunciando definitivamente al loro posto di rappresentanti della comunità,  convinti che il loro compito è stato concluso con la ‘liberazione’.

Il sindaco sfiduciato ha salutato la cittadinanza,  i collaboratori,  si è  tolto i sassolini dalle scarpe e si è congedato.

Ed ecco la sorpresa. Ieri 30 luglio, a 17 giorni dalle dimissioni, quando entro i 20 concessi dalla legge, si è presentato al Comune con la sua ex giunta, dopo aver revocato le dimissioni, chiedendo di poter entrare nella sua stanza per insediarsi.

Ecco l’atto pubblico depositato per revocare le dimissioni .

 

Ora, tutto normale  se non che il Consiglio comunale l’ha sfiduciato, la sfiducia è  stata ratificata dalla Regione ed il 29 luglio, è arrivato il decreto di nomina da parte del Presidente della Regione, che ha individuato Cinzia Chirieleison, come nuovo commissario.

I vigili urbani lo hanno invitato a desistere dalla richiesta e Faraci ha minacciato denunce.

In verità Faraci non è il solo ad adottare questa linea: in passato anche altri sindaci si sono battuti strenuamente per conservare il posto.