Gela. Tutto pronto per l’inizio del difficile campionato di Serie D, Girone I; tutto, tranne l’infrastruttura principale: lo Stadio Vincenzo Presti.
Sono giorni decisivi, comunque è possibile chiedere una deroga, nel tentativo di completare una infrastruttura sportiva di riqualificazione, essenziale per il calcio a Gela.
In questo caso l’amministrazione ha mostrato molto dilettantismo per l’appalto; ha adottato la ‘politica’ delle inaugurazioni e, promesse che non potranno mai essere mantenute :secondo i calcoli ottimistici i lavori verranno consegnati non prima di ottobre.
Le attività edili vanno avanti a passo di lumaca, pochi gli operai, pochi i mezzi, per un cantiere importante della Gela sportiva.
In questo anno, sono stati tanti gli imprevisti tecnici, burocratici che si sono sovrapposti.
La scadenza ultima è fissata a fine agosto, il Gela dovrà giocare senza tribuna, dovrà cercare un altro stadio per almeno un altro mese. Il sindaco Terenziano Di Stefano e l’assessore Peppe Di Cristina visto il ritardo dopo le promesse, stanno cercando di fare il possibile, attualmente sono inascoltati, basta vedere la struttura calcistica.
Domani, un’ulteriore verifica tecnica-burocratica, in attesa della posa della copertura della tribuna centrale, della demolizione-ricostruzione di spogliatoi, muri di recinzione e impianti idrici e elettrici.
Ancora una volta un altro cantiere sul filo di rasoio, si sta rischiando di perdere i fondi, essenziali, per riqualificare la struttura, se a livello burocratico è possibile chiedere una deroga; nulla si può fare con il calcio giocato il Gela dovrà cercare un altro stadio almeno fino a ottobre.
Il settore governance Pnrr, ha dato mandato per l’individuazione di un nuovo direttore dei lavori, il professionista esterno nominato, ha deciso di lasciare.
A fine mese, sono in programma altri incontri ministeriali e ci sono contatti ulteriori con il Coni. Quello che sembra sicuro: il Gela non giocherà a settembre la prima partita al Vincenzo Presti, un danno all’immagine per la  società e la città .
Francesco Agati
