Santa Chiara: la festa di periferia

12/08/2026
Tempo di lettura: 2 minuti

Un’altra festività dedicata a Santa Chiara ha contrassegnato la vita del quartiere balneare di Manfria.

A Manfria, frazione balneare a pochi chilometri da Gela, opera la Casa Francescana “S. Antonio di Padova” – oratorio pubblico. Questo piccolo luogo di culto, costituitosi nel 1995 e attivo in estate e in inverno, vede uno dei suoi momenti spirituali più importanti l’11 agosto, giorno in cui si festeggia con grande partecipazione di popolo la Festa di S. Chiara. E anche quest’anno è stato così, con la solenne celebrazione eucaristica presieduta da don Giuseppe Fausciana, che durante l’omelia ha ribadito quanto sia importante l’impegno della Casa nell’ evangelizzazione del territorio, grazie anche alla figura di Chiara, che è ormai ritenuta un pò la protettrice di questo lembo della periferia gelese.

E sebbene la Festa dei poveri, la cui austerità  conforma coerentemente questo momento al carisma del Poverello d’Assisi, pare non avere trovato alcun sostegno da parte delle istituzioni locali, comunque ciò che è bello è avere avuto in questi giorni conferma di quanto le famiglie, la gente, gli anziani ma anche giovani abbiano risposto al richiamo di Chiara, alla luce di una devozione nata in questi luoghi ormai da oltre trent’anni grazie ai Frati Cappuccini e al Terz’ Ordine Francescano che fondarono la Casa, fedeli alla spiritualità di san Francesco, di cui quest’anno ricorrono gli 800 anni del Trapasso.

Un’ eredità oggi raccolta dalla Fraternità del Volto Santo, associazione cattolica riconosciuta dal Vescovo e operante nel territorio da un quarto di secolo. La benedizione dei bambini e delle mamme, il bacio dell’autentica reliquia della santa e l’esposizione di una copia Crocifisso di San Damiano, custodito in cappella, hanno reso più toccanti e suggestivi i vari momenti della liturgia.