Gela — I registi Luigi Comencini e Nanni Loy nel 1976 hanno descritto il disagio di un ascensore guasto nel periodo ferragostano in termini ironici, in ‘Quelle strane occasioni’.

Ma quello che accade in questi ultimi tre giorni in corso Vittorio Emanuele 175 scala B ha i contorni di un film di Fracchia con punte di ‘horror’.
Il ponte di Ferragosto si sta trasformando in un incubo con risvolti da dramma per i residenti del grattacielo di corso Vittorio Emanuele, al civico 175 (scala B): ha assunto ormai i contorni di una prigionia forzata.
Nel cosiddetto “grattacielo” del centro storico, l’unico ascensore che serve la struttura fino al decimo piano è completamente fuori uso da tre giorni. E, stando alle ultime previsioni, lo rimarrà per almeno altre 48 ore.

Il bilancio dell’emergenza conta 16 famiglie e 4 studi professionali coinvolti, per un totale di circa 40 persone rimaste letteralmente bloccate nei propri appartamenti.
Una bomba a orologeria tra fragilità e caldo africano.
Tra i residenti intrappolati agli ultimi piani ci sono persone anziane di 94, 80 e 76 anni; donne in stato di gravidanza; soggetti affetti da patologie respiratorie severe, tra cui gravi forme d’asma.
Per chi vive all’ottavo, nono o decimo piano, scendere a piedi sotto la morsa del caldo estivo è un’impresa impossibile. Uscire per fare la spesa, acquistare farmaci o semplicemente respirare un po’ d’aria aperta è diventato un lusso negato.
“Ma a preoccupare di più – dicono i residenti- è l’eventualità di un soccorso sanitario: in caso di malore di uno dei residenti fragili, i soccorritori del 118 si troverebbero costretti a salire e scendere fino a dieci rampe di scale a piedi con le barelle, con ritardi che potrebbero rivelarsi rischiosi”.
A complicare il quadro c’è la gestione dell’emergenza da parte dell’amministrazione condominiale. I residenti denunciano risposte elusive o silenzio telefonico. L’unica squadra promessa si è concretizzata, nella giornata di ieri, nell’arrivo di un operaio che ha tentato invano di riparare il guasto.
Ed è qui che la vicenda ha toccato il culmine del tragicomico, virando verso una scena degna della sfortuna del miglior Paolo Villaggio: quando il tecnico è sceso a terra per andare ad acquistare un pezzo di ricambio ritenuto risolutivo, si è rotto persino il meccanismo apriporta del portone principale. Con i condomini dei primi piani assenti per le vacanze e quelli degli ultimi piani impossibilitati a scendere a piedi per aprirgli manualmente, il lavoro si è definitivamente bloccato.
C’e’ chi ha finito l’acqua. Come potra’ sopravvivere nei prossimi giorni?
Un Ferragosto rovinato per 20 nuclei familiari e una situazione di grave pericolo che ora richiede l’intervento immediato delle autorità preposte, prima che la beffa estiva si trasformi in una tragedia annunciata.
L’amministratore di condominio assicura che domani mattina sarà apposto il motorino dopo che ieri è stata cambiata la scheda da due operai: uno in cabina ed uno in terrazza.
