Gela – Si fa strada a Gela la consapevolezza della storia medievale. Di certo questo non è avvenuto con lo studio, altrimenti la consapevolezza sarebbe stata interiorizzata anni o secoli fa, ma con le rievocazioni d’epoca che si sono susseguite nel corso degli ultimi anni.
Uno dei cultori del Medioevo è Angelo Presti che, in veste privata e senza clamori frequenta tanti circoli ed eventi a tema medievale. Qualche giorno fa un pub ristorante ha organizzato una cena medievale rigorosamente in costume d’epoca per ricordare abitudini e sapori di un tempo lontano.

Una cena medievale è un’esperienza a tema che rievoca l’epoca del Medioevo, con piatti rustici come carni arrosto, stufati, pane e bevande come vino o birra. Per un’autenticità completa, si consiglia di servire le pietanze su tavole comuni, utilizzare un servizio con camerieri in costume, e invitare gli ospiti a mangiare con le mani.

L’atmosfera si completa con decorazioni a tema e intrattenimento come giocolieri, in un ambiente che coinvolga tutti i sensi.

E questo è stato realizzato per creare l’ambiente giusto.

Anche il menu adeguato al linguaggio del tempo.
In genere si gustano carni arrostite (cervo, cinghiale, pollo) e stufati di verdure e carne, pane fresco, legumi e frutta, vino, birra e idromele sono le bevande tipiche.
Ingredienti da evitare sono: patate, pomodori e zucche non erano disponibili in Europa nel Medioevo, quindi è meglio evitarli per un’esperienza più autentica.
A Gela il menu a prezzi accessibili era questo:
L’ideale è un ambiente che ricordi un castello o un borgo medievale, da noi è bastato un piccolo ristorante per attirare la gente giusta per trascorrere una serata alternativa. Il servizio affidato a camerieri vestiti con abiti d’epoca. Si incoraggiano gli ospiti a mangiare con le mani. Giocolieri o altri artisti che ricreino l’atmosfera dell’epoca.
Nel Medioevo, il sito dell’antica città di Gela fu per lo più in stato di rovina, ma fu ricostruito dall’imperatore Federico II di Svevia nel 1233 e rinominato Eraclea.
Successivamente, la città riprese il nome di Terranova, che mantenne fino al 1927, quando le fu restituito il toponimo originale di Gela: restano le vestigia delle Mura federiciane adiacenti alla scuola Santa Maria di Gesù, rivivificate dal maestro Ciuzzo Ragona che vi tiene, ogni estate, centinaia di concerti.

Una risposta
Bellissimo articolo grazie Liliana