Pd: “la sanità deve tornare a servizio del territorio”

Gela non chiede privilegi. Chiede di non essere dimenticata
22/08/2026
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Gela – Prosegue il sit-in davanti all’ospedale di Gela, e siamo al 22 giorno,

una mobilitazione che nasce da una richiesta semplice, ma non più rinviabile: avere una sanità realmente al servizio del territorio e dei cittadini.

“La protesta non è soltanto una rivendicazione legata alle difficoltà dell’ospedale. – si legge in una nota del Pd –  È il grido di una comunità che chiede attenzione, servizi adeguati, personale, strutture efficienti e soprattutto il diritto di poter contare su una sanità pubblica capace di rispondere alle esigenze di chi vive quotidianamente in questo territorio.

Gela, d’altra parte, ha dato tanto alla Sicilia. Per decenni ha pagato un prezzo altissimo in termini economici, ambientali e sociali, sostenendo il peso dell’industrializzazione e affrontando le conseguenze di scelte che hanno avuto ricadute sull’intero territorio. Anche nei momenti più difficili della storia regionale, Gela ha contribuito a sostenere le emergenze della Sicilia, arrivando a farsi carico anche di una parte significativa dei problemi legati alla gestione dei rifiuti.

Una comunità che per anni ha dato, dunque, oggi chiede semplicemente di ricevere ciò che le spetta: attenzione, investimenti e servizi dignitosi.

La sanità non può essere considerata una voce di bilancio da comprimere o un problema da affrontare soltanto quando esplode una nuova emergenza. È un diritto fondamentale e, soprattutto in un territorio come quello gelese, rappresenta una delle condizioni indispensabili per garantire qualità della vita, sicurezza e futuro.

Per questo la mobilitazione davanti all’ospedale deve essere ascoltata. Non può diventare un appuntamento destinato a protrarsi nel tempo senza risposte concrete. Servono impegni chiari, tempi definiti e una strategia capace di affrontare le criticità strutturali della sanità gelese.

L’appello, quindi, è rivolto direttamente al presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e all’assessore regionale alla Salute MARCELLO CARUSO : è necessario che le istituzioni regionali si mettano concretamente in moto per comprendere fino in fondo le difficoltà dell’ospedale e dell’intero sistema sanitario del territorio, confrontandosi con cittadini, operatori sanitari, amministratori e rappresentanti della comunità.

Gela non chiede privilegi. Chiede di non essere dimenticata.

Chiede che ai sacrifici sostenuti negli anni corrisponda oggi una presenza forte delle istituzioni. Chiede che chi governa la sanità regionale guardi a questo territorio non soltanto attraverso numeri e statistiche, ma attraverso le persone che ogni giorno hanno bisogno di curarsi, di essere assistite e di sentirsi tutelate.

Il sit-in rappresenta, in questo senso, molto più di una protesta: è una richiesta di dignità e di ascolto. È la richiesta di una comunità che vuole continuare a credere nelle proprie istituzioni, ma che ha bisogno di vedere fatti concreti.

Gela ha dato tanto alla Sicilia. Adesso è tempo che la Sicilia restituisca a Gela attenzione, risorse e una sanità all’altezza dei bisogni dei suoi cittadini.

La Regione non lasci cadere questo appello. Il presidente Schifani e l’assessore alla Salute assumano questa vertenza come una priorità e aprano un confronto serio e immediato sul futuro della sanità gelese.

Perché curarsi nel proprio territorio non deve essere un privilegio. Deve essere un diritto”.