Gela – Un viaggio a ritroso nel tempo fra ricordi, sogni e storia. Un dialogo serrato fra un legale smaliziato ed un idealista morto incosciente della sua fine.
Una sequenza di flashback che ricostruiscono le fasi dell’Unità d’Italia restituendo alla storia quello che non si legge nei libri.
La passione di un giovane che sogna l’Italia unita, protagonista della storia, come non è frequente oggi.
Questi sono stati gli elementi portanti del Processo all’Unità d’Italia scritto dall’avvocato – attore Giacomo Frazzitta, autore di un testo singolare reso di presa sul palcoscenico adeguato alla rappresentazione.

Lo spettacolo è stato diretto da Gianluca Guidi. Protagonisti sul palco gli stessi Guidi e Frazzitta, affiancati da Serena Tumbarello
Il Mistero della Morte di Ippolito Nievo scrittore e avvocato perito a soli 31 anni.
Nella notte tra il 4 e il 5 marzo 1861, a sole due settimane dalla proclamazione ufficiale del Regno d’Italia, le acque del Mar Tirreno nei pressi di Capri inghiottirono il vaporetto Ercole. Tra le circa ottanta vittime della tragedia vi era Ippolito Nievo, trentunenne patriota e scrittore già noto per il suo capolavoro Le confessioni d’un italiano. Nievo non era però un passeggero qualunque: viaggiava in qualità di vice-intendente generale della Spedizione dei Mille, e con sé portava diversi bauli contenenti la contabilità ufficiale e i documenti finanziari dell’impresa garibaldina.
Dopo la conquista del Sud, la burocrazia sabauda e la destra cavouriana avevano avviato un’aspra campagna di verifiche sui conti della spedizione, accusando i garibaldini di cattiva gestione e appropriazione indebita. Nievo si era trattenuto a Palermo per mesi proprio per riordinare pezza d’appoggio su pezza d’appoggio: quei registri rappresentavano la prova inconfutabile dell’onestà di Garibaldi e dei suoi uomini.
L’improvviso affondamento dell’ Ercole chiuse definitivamente la questione. L’inchiesta dell’epoca liquidò l’evento come un tragico incidente di mare, causato dalle precarie condizioni della nave e da una tempesta improvvisa. Tuttavia, diversi elementi hanno alimentato per oltre un secolo l’ipotesi del sabotaggio.
Della nave e dei passeggeri non fu ritrovata alcuna traccia significativa.
La scomparsa dei conti faceva comodo sia alla burocrazia torinese (desiderosa di ridimensionare il mito garibaldino) sia a settori dell’ex Regno delle Due Sicilie e ad ambienti finanziari internazionali che avevano finanziato l’impresa nell’ombra.
Nievo attendeva da giorni un imbarco sicuro, ma gli fu consigliato di salpare proprio su quel vecchio battello a vapore.
Il mistero della morte di Nievo continua a sollecitare la memoria storica italiana. Un esempio recente è l’opera teatrale Ippolito Nievo: Processo all’Unità d’Italia, scritta dall’avvocato e autore Giacomo Frazzitta con la regia di Gianluca Guidi.
Lo spettacolo adotta la struttura del processo giudiziario per trasformare il dramma individuale di Nievo in un’analisi critica della nascita della nazione. Attraverso l’indagine sulla tragedia dell’ Ercole, la drammaturgia porta sul banco degli imputati le ombre, i compromessi storici e i segreti di Stato su cui è stata edificata l’Italia unita, dimostrando come il confine tra ricostruzione storica e depistaggio sia rimasto un nodo mai del tutto sciolto. In ultimo una delicata interpretazione dell’inno ‘Fratelli d’Italia’.

Una giornata all’insegna della cultura, della memoria storica e del dibattito civile. La cornice suggestiva delle Mura Federiciane ha ospitato un doppio appuntamento di grande spessore che unirà la comunità forense e il pubblico teatrale, promosso dall’Associazione Culturale ARCO con il patrocinio del Comune di Gela e della rassegna Gela Med.
Ad aprire la giornata è stato il convegno intitolato “L’impegno civile degli avvocati italiani dall’Unificazione”.
Fondamentale l’organizzazione dell’Ordine degli avvocati diretto da Maria Giordano .
L’evento, introdotto e moderato dai Consiglieri del Consiglio Nazionale Forense (C.N.F.) Tonino Gagliano, Aniello Cosimato, Vittorio Minervini (Vicepresidente F.A.I.) e Giovanna Ollà, vedrà le conclusioni affidate ad Francesco Greco, Presidente del C.N.F.
