GELA. Non accennano a placarsi le polemiche politiche legate alla recente inaugurazione dell’Orto Pasqualello e alla paternità dei finanziamenti per la rigenerazione urbana in città. Con una nota diffusa a margine del dibattito, il Gruppo Territoriale del Movimento 5 Stelle risponde agli attacchi sferrati dalle forze di centrodestra, rivendicando con decisione la matrice politica ed esecutiva dei progetti “Qualità dell’Abitare” (PINQUA).
Secondo i pentastellati, le opere messe a terra non sarebbero frutto del caso né dell’azione dell’opposizione, bensì dell’attività svolta dall’attuale sindaco Terenziano Di Stefano — che all’epoca dei finanziamenti ricopriva la carica di vicesindaco e assessore al ramo durante la giunta guidata da Lucio Greco — e dai riferimenti nazionali del movimento.
Per i 5 Stelle, la minoranza consiliare starebbe mettendo in atto una «ricerca convulsa di argomenti» in vista dei futuri appuntamenti con le urne, spinta dalla difficoltà di mostrare risultati concreti ai cittadini. A sostegno di questa tesi, il gruppo esplicita due episodi ritenuti emblematici:
Il tentativo dell’opposizione di intestarsi la visita dell’assessore regionale alla Salute Caruso a Gela, giunto in città in occasione del sit-in permanente davanti all’ospedale Vittorio Emanuele promosso proprio dal sindaco Di Stefano.
L’uso della memoria storica: La tendenza a rimescolare vicende del passato confidando, a detta del M5S, in una presunta mancanza di memoria della cittadinanza.
Il comunicato ripercorre poi il cammino amministrativo che ha portato all’assegnazione di circa 30 milioni di euro destinati agli interventi di riqualificazione urbana. Un percorso che, secondo i cinquestelle, ha visto protagonisti il governo Conte a livello nazionale e internazionale consiglieri locali.
Infine, il M5S ribadisce la propria distinzione dall’ex primo cittadino Lucio Greco, ricordando di averne criticato a suo tempo la mancanza di visione strategica. Il successo dell’iniziativa, conclude la nota, è da attribuire al lavoro di sintesi svolto da Di Stefano con i consiglieri di maggioranza e opposizione che hanno operato al di là delle appartenenze partitiche.
