Trentacinque giorni di sit – in davanti all’ospedale di Gela e la visita dell’assessore accolto con abbracci dalla cosiddetta politica miope, non sono bastati per ottenere qualcosa di concreto e adesso anche Niscemi è pronta a scendere in campo.
C’era nell’aria ma gli ultimi sentori che arrivano dalla Regione hanno creato l’effetto domino. Si parla della chiusura delle guardie mediche in provincia con i sindaci del nisseno si prepara l’alleanza.
A convincere il sindaco di Niscemi Massimiliano Conti l’induzione di una gara per gara per il reclutamento dei medici finalizzata a garantire l’apertura dei reparti.

“Mi aspettavo altro tipo un decreto d’urgenza vista la situazione della Frana dove si è aperta una nuova fatturazione.- dice Conti – Domani e mercoledì impegnati con il commissario per le aree di Niscemi giovedì insieme alla conferenza dei capigruppo del Consiglio comunale affronteremo la questione per decidere lo stato di agitazione il gazebo è pronto e sarà di tutta la città”.
“Ci sono temi sui quali non possiamo dividerci: la salute dei cittadini e le risorse per il nostro territorio. – scrivono i sindaci Terenziano Di Stefano e Massimiliano Conti –
Sanità e FUA rappresentano due battaglie che accomunano Gela e Niscemi. Su questi obiettivi saremo determinati e non faremo nessun passo indietro.
Le risposte dell’Asp non ci soddisfano, non possiamo aspettare mesi per la riapertura dei reparti, necessita un decreto d’urgenza.
Già si è perso tempo
Servono maggiore attenzione, investimenti adeguati e servizi capaci di rispondere concretamente alle esigenze dei cittadini.
Gela e Niscemi devono camminare insieme e far sentire forte la propria voce.
Perché quando si parla del futuro delle nostre comunità, non si arretra: si combatte per ottenere ciò che il territorio merita”.
