Per numerosi immigrati digitali i social network rappresentano quindi una sorta di nuova piazza pubblica. Pubblicare contenuti significa comunicare implicitamente agli altri: “Io ci sono”, “Sto vivendo”, “Faccio parte della comunità”.
La visibilità online diventa una forma moderna di presenza sociale.
La ricerca di riconoscimento
Una delle principali motivazioni alla base della condivisione continua è il bisogno di riconoscimento.
Gli psicologi sociali hanno dimostrato che gli individui provano soddisfazione quando ricevono segnali di approvazione da parte degli altri. Un “mi piace”, un commento o una reazione positiva attivano nel cervello circuiti neurologici associati alla gratificazione.
Gli immigrati digitali, avendo vissuto per gran parte della loro vita in un mondo privo di questi meccanismi immediati di feedback, possono percepire tali strumenti come particolarmente gratificanti.
Ogni notifica diventa una conferma della propria esistenza sociale.
Ogni commento rappresenta una forma di attenzione ricevuta.
Ogni condivisione comunica che qualcuno ha ritenuto interessante ciò che si è pubblicato.
Dal punto di vista neurobiologico entra in gioco il sistema dopaminergico, il medesimo coinvolto in molte forme di gratificazione e ricompensa. La dopamina non genera soltanto piacere, ma soprattutto aspettativa di piacere, incentivando comportamenti ripetuti.
Il bisogno di compensare la solitudine
Numerose ricerche internazionali evidenziano una crescita della solitudine percepita nelle società occidentali.
Molti immigrati digitali appartengono a fasce d’età in cui possono verificarsi eventi destabilizzanti:
pensionamento;
allontanamento dei figli;
riduzione delle reti amicali;
perdita del coniuge;
problemi di salute.
In queste condizioni i social network possono trasformarsi in strumenti di compensazione emotiva.
Condividere una fotografia o raccontare una parte della propria giornata permette di sentirsi meno isolati. Anche se il contatto è virtuale, il cervello interpreta molte interazioni online come forme autentiche di connessione sociale.
Di conseguenza la pubblicazione frequente di contenuti può diventare una strategia, spesso inconsapevole, per contrastare sentimenti di solitudine.
