“Le istituzioni facciano qualcosa subito”

13/09/2026
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Riceviamo e pubblichiamo una nota del responsabile di Controcorrente Miguel Donegani.

“Prima di tutto una cosa deve essere chiara: condanniamo senza se e senza ma il gesto criminale compiuto alla scuola Luigi Capuana di Gela.

 

Un incendio doloso contro una scuola non è un semplice atto vandalico. È un attacco a un luogo che appartiene a tutta la comunità e, soprattutto, ai nostri bambini.

La conseguenza è concreta: l’inizio delle lezioni per gli alunni della Capuana sarà posticipato.

Ed è proprio qui che dobbiamo intervenire.

Non possiamo limitarci alla condanna. Servono risposte immediate.

La nostra proposta è chiara: chiediamo la convocazione immediata di un tavolo straordinario tra Comune, Regione Siciliana, Ufficio Scolastico Regionale, CSA di Caltanissetta e dirigente scolastica.

 

Un tavolo da convocare entro 48 ore, con un obiettivo preciso.

Trovare una soluzione temporanea che consenta ai bambini di tornare a fare lezione il prima possibile, anche attraverso l’utilizzo di altri spazi scolastici o di un edificio pubblico idoneo, mentre si procede al ripristino della Capuana.

 

Parallelamente, la Regione deve essere pronta a mettere in campo, se necessario, risorse straordinarie per accelerare i lavori e la messa in sicurezza dell’edificio.

 

E la riapertura non può essere il punto di arrivo.

 

Deve essere anche l’occasione per mettere la Capuana in sicurezza con videosorveglianza, sistemi di allarme, controllo degli accessi e adeguata illuminazione delle aree esterne, garantendo gli standard di prevenzione che devono essere assicurati in ogni scuola.

Una scuola deve essere protetta prima che accada qualcosa, non dopo.

Chi ha compiuto questo gesto deve essere individuato e, se riconosciuto responsabile, punito. Su questo non ci sono dubbi.

 

Ma la risposta delle istituzioni deve essere altrettanto chiara:

Perché la criminalità può danneggiare un edificio, ma non deve riuscire a fermare il diritto allo studio dei nostri bambini.

Gela non si arrende. La scuola non si tocca”.