La storia di “Gela Greca” dimenticata da Centauria

13/09/2026
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La nostra passione per la storia greca quasi ci impone ad aggiornarci e, acquisire nuove conoscenze, in questi giorni un’importante casa editrice sta pubblicando un eccellente enciclopedia  sul “Patrimonio Artistico Italiano” ; la prima uscita parla della “Valle dei Templi Selinunte, Siracusa, e la Sicilia Greca”; l’importante prima uscita è composta tra descrizioni delle rovine greche e, paesaggi delle città colonizzate dai greci; per gli appassionati un libro bellissimo; nel testo vengono menzionate: Agrigento; Selinunte; Mazara del Vallo; Segesta; Trapani; Palermo; Tindari; Messina; Taormina; Naxos; Catania; Siracusa; di fatto, manca la più importante Gela, con la sua storia millenaria, che fondò Agrigento, città di Gelone, Eschilo, Archistrato e, molti altri, nell’importante collana storica nessun cenno della nave greca arcaica, delle mura timoleontee, del museo con reperti unici.

 

Un oblio storico che impone all’intervento di tutti coloro che rivestono un ruolo nella società civile e, produttiva a Gela. Bisogna iniziare una campagna culturale di marketing e, propaganda per non fare dimenticare al mondo l’importanza che ha rivestito Gela un quei secoli. Gela fu tra le prime tre grandi città-stato (chiamate poleis) che in quel periodo dominarono l’isola e, il Mar Mediterraneo per secoli, insieme a Siracusa che fu la più forte e importante di tutte, seguita da  Agrigento (Akragas) e Gela (Ghelas). Gela quale principale potenza greca della Sicilia antica portò alla fondazione di Agrigento e all’unificazione di gran parte della Sicilia sotto tiranni come Gelone. Ricordiamo anche il dominio dei Tiranni, Leader potenti come Gelone di Gela, Dionisio I e, Agatocle trasformarono queste città in corti ricche e, in monarchie estese a tutto il Mediterraneo.

 

Ora ci domandiamo, come Gela Greca, una delle città più importanti del Mediterraneo antico, in cui la storia ancora oggi si tocca con mano, possa essere dimenticata dai libri e, non citata dai documentari di settore.

 

Ricordiamo che per fare arrivare il turismo occorre stare sui circuiti turistici nazionali e, internazionali.

 

Francesco Agati