Il PCI siciliano si riorganizza per rappresentare l’alternativa

"In questo contesto, scialbo e frammentato, la nostra presenza autonoma, indipendente ed alternativa, può diventare una novità politica"
14/09/2026
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Catania – Un incontro regionale si è  svolto a Catania: erano presenti componenti di Potere al Popolo, Partito della Rifondazione Comunista, PCI – Partito Comunista Italiano, Nuova Unione Popolare, Associazione comunista “Olga Benario”, Partito Comunista dei Lavoratori, Partito dei Carc, oltre a numerosi indipendenti, ed in veste di osservatori aderenti ad AGORA’, SCHIERARSI e SINISTRA ANTICAPITALISTA.

L’incontro  finalizzato a verificare la volontà di costruire un campo politico e sociale autonomo, unitario e indipendente, che si presenti insieme alle elezioni regionali in Sicilia del 2027, ha visto una convergenza, pressoché unanime, di tutti soggetti presenti, attorno a questa ipotesi, definendo NECESSARIO e NON PIU’ DILAZIONABILE questo impegno unitario.

La scelta su scala regionale, e’ da un lato semplificata e dall’altro resa necessaria, dalla specificità della situazione politica siciliana che vede la destra di governo in grande difficoltà, con grosse forti lacerazioni interne ed insidiata dalla pressione populista di De Luca e del suo Sud chiama Nord ed anche l’opposizione parlamentare del campo progressista, frammentata e debole, con un Partito Democratico, diviso in correnti contrapposte in aperto scontro fra loro, un Movimento 5 Stelle con scarsa incisività sui territori ed il fenomeno populista di Controcorrente che gia’ mostra segni di crisi, come la questione Agrigento sta mettendo in luce.

In questo contesto, scialbo e frammentato, la nostra presenza autonoma, indipendente ed alternativa, può diventare una novità politica rilevante nello scenario regionale.
La Sicilia potrebbe diventare un laboratorio politico, in senso positivo, proponendo un modello di unità che potrebbe offrirsi come esempio nel rafforzare l’ipotesi di costruire, su scala nazionale, un’alleanza alternativa allargata ai due campi principali.
Riteniamo che l’unità della forze alternative rappresenti un dovere politico e morale imprescindibile, per arginare la deriva autoritaria e liberticida in atto.
Come punti principali di questa ipotesi politica sono stati identificati:
la lotta contro la guerra, l’imperialismo, il sionismo, il riarmo e contro il neoliberismo, coniugate con le problematiche e le vertenze sociali territoriali.