Gela – Qual è la differenza fra le rotonde del nord Italia e quelle di Gela? Quelle del nord sono ben curate, con statue o aiuole con fiori e piante. Eccone una di Muggiò, nel milanese.

ed una nella vicina Ragusa.

Quelle adornate di piante sono colorate e rigogliose, al nord piove spesso e non serve altro. Ci pensa la natura ad abbeverarle.
Poi ci sono quelle di Gela che nascono belle e muoiono secche perché quasi nessuno pensa a curarle.
Quasi nessuno abbiamo detto. Perché qualcuno c’è ma lo fa con tanta buona volontà ed a spese proprie.

E’ il caso del ristoratore Pino Marino che da due anni cura a spese sue gli spazi verdi della rotonda realizzata fra la via Gen Cascino e la via Porta Vittoria. E nessuno gli da nulla. Per nessuno si intende il Comune di Gela e per nulla non si intendono di certo contributi, ma i mezzi minimi per potere provvedere ad innaffiare le piante. Lo fa con olio di gomito, acqua del suo ristorante che si trova a pochi passi e perfino con la gomma di 50 metri che si consuma e, periodicamente si deve cambiare perché le auto passano sopra e si deteriora regolarmente.
“Chiedo solo un allaccio idrico – dice Marino – il minimo per potere provvedere ad innaffiare le piante. Ho già acquistato tre volte la gomma per far passare l’acqua dal ristorante fino alla rotonda che, chiaramente si deve raggiungere. Per non parlare del pericolo che corro visto che qui passano continuamente auto e mezzi pesanti.

Non voglio ringraziamenti da nessuno ma almeno l’acqua sarebbe il minimo da parte del Comune”.
Gli fa eco l’imprenditore Giuseppe Migliore che ha realizzato la rotonda di via Niscemi.

“Lo faccio da due anni. A spese dell’azienda faccio arrivare le cisterne d’acqua per mantenere vivo il verde e nessuno ha mai alzato un dito per dare una mano”.

Si tratta di beni pubblici ma se ne occupano i privati.
