Il segretario nazionale dell’Orsa, Orazio Caiola, ha rappresentato i lavoratori all’assemblea generale che si è tenuta da lunedì 27 a mercoledì 29 ottobre a Rimini.
Una tre giorni densa di contenuti e propositi per il futuro dei lavoratori che il segretario Caiola rappresenterà ai suoi tesserati.

Ecco il documento conclusivo:
” Il Consiglio Generale dell’ORSA, ascoltata la relazione della Segreteria
Generale, ne apprezza la puntuale analisi della situazione sociale ed
economica nazionale ed internazionale valutando negativamente le
inevitabili ricadute che questa avrà sullo stato socio-economico dei lavoratori, delle lavoratrici e dei pensionati italiani, particolarmente
colpiti dagli effetti che i consistenti finanziamenti destinati al riarmo vanno a scapito del mantenimento di servizi sociali, che risultano sempre più precari ed inefficienti.
L’ORSA riafferma la propria posizione pacifista, già espressa nel 2022 durante il convegno “Guerra, Lavoro, Costituzione e Pace”, condannando il ricorso alle armi e l’intervento militare della NATO e auspicando invece un ruolo più deciso delle Nazioni Unite nel promuovere un cessate il fuoco e un clima di dialogo e distensione.
La discussione interna al Consiglio odierno sottolinea come i conflitti
abbiano prodotto effetti devastanti sull’economia europea, aggravando l’inflazione e compromettendo i bilanci pubblici.
Le spese militari in crescita — con l’obiettivo UE del 5% del PIL entro il
2035 — rischiano di sottrarre ulteriori risorse a settori come welfare, sanità e istruzione.
In questo contesto, l’ORSA denuncia l’assenza di una politica economica
e sociale capace di affrontare i problemi strutturali del Paese, come la perdita del potere d’acquisto dei salari, la precarietà e la riforma delle pensioni.
Di fatto, anche la nuova manovra Finanziaria 2025 non offre misure concrete per lavoratori e pensionati tant’è che il taglio IRPEF, in essa
previsto, non compensa le perdite subite dal 2021 al 2024: un lavoratore con salario di 1.500 euro recupererebbe solo 3 euro mensili
contro una perdita di 130 euro, segno dell’inadeguatezza delle misure fiscali.
Sul piano politico e sindacale, l’ORSA ribadisce la necessità di un
sindacato autonomo, realmente alternativo alle dinamiche del sindacalismo tradizionale e rappresentativo dei lavoratori.
Denuncia inoltre il tentativo di aumentare la percentuale di rappresentatività nei diversi settori produttivi, indicata al 5% dalla Corte Costituzionale.
Auspica inoltre regole certe per quanto attiene la contrattazione aziendale (2° livello), per la quale a oggi non esistono riferimenti
legislativi che diano certezza di reale rappresentanza sindacale dei lavoratori ai tavoli negoziali.
L’organizzazione si impegna a opporsi e mobilitarsi contro tali derive,
rivendicando un ruolo alternativo e indipendente nel panorama sindacale nazionale.
La discussione consigliare individua due obiettivi strategici già fissati dal precedente Congresso Nazionale ORSA:
1. Candidatura dell’ORSA al prossimo rinnovo del CNEL (2027), per
garantire la rappresentanza effettiva di tutti i lavoratori in tutti i
settori produttivi;
2. Ricerca di sinergie e collaborazioni con altre realtà confederali autonome che ne condividano i principi generali, mantenendo
però salda l’identità dell’ORSA.
Il Consiglio Generale approva quindi all’unanimità la mozione
presentata da ORSA Ferrovie, cosi da proseguire nelle interlocuzioni con
altre Confederazioni al fine di valutare possibili convergenze su temi
comuni, senza per questo rinunciare all’autonomia statutaria.
Nel corso del Consiglio Generale è stato dato ampio spazio all’iniziativa
“LAVORARE FELICI” presentata da Marta Vallebella, Giusy Moruzzi e
Sara Gargano, sul tema delle discriminazioni sociali, di genere,
economiche, siano esse palesi o nascoste, sui luoghi di lavoro.
Il Consiglio Generale si chiude auspicando una profonda riflessione interna per meglio comprendere la storia e le radici dell’ORSA, cosi da definirne il ruolo futuro rafforzando e realizzando realmente quel principio dell’ UNITI SI VINCE”.
