“Gela se ne deve fare una ragione perché Caltanissetta è capoluogo di questa provincia”.

È l’eterna diatriba fra la città greca di 2700 anni fa, quella con la storia, col mare, con la popolazione più numerosa e Caltanissetta che non ha queste caratteristiche ma che è il Capoluogo. Una manovra politica che ha messo Gela sotto scacco. Che la costringe a trasferire i reperti archeologici dalla sua culla originaria al capoluogo, grazie ad un colpo di mano arguto.
Ma purtroppo Gela ha il mare che le invidiano tutti, il sole, l’allegria ma non la politica. Anzi la politica nissena la usa come serbatoio di voti e nessuno si ribella.
La storia insegna che da secoli Gela avrebbe voluto l’ inquadramento di provincia, ma non è mai riuscita.
Il risultato è che resta sempre la ‘regina senza corona’. E chiunque può permettersi di pronunciare fra come quella di cui stiamo parlando.
Arialdo Giammusso, componente della Nissa Calcio, al termine della partita contro la Santacaldese, in cui ha affermato che “Gela se ne debba fare una ragione perché Caltanissetta è capoluogo di questa provincia”. Normale. Gli viene spontaneo. Perchè i nusseni, con quel titolo vivono una condizione di superiorità.
E arriva la reazione solo verbale e tale resterà: il Sindaco di Gela esprime totale e ferma condanna per le dichiarazioni rilasciate da Arialdo Giammusso.
“Si tratta di affermazioni gratuite, arroganti e offensive – dice il sindaco – prive di qualsiasi rispetto verso la città di Gela e la sua comunità. È inaccettabile che un rappresentante di una società sportiva si permetta di denigrare pubblicamente una città intera, con l’unico obiettivo di provocare e creare tensioni in vista del derby.
Gela non è né una città da sminuire né una comunità da umiliare. La nostra storia, la nostra cultura e il nostro orgoglio non si piegano a dichiarazioni infondate pronunciate da chi, invece di valorizzare lo sport, sceglie la provocazione gratuita.
Il calcio è passione, ma anche rispetto. Offendere la città avversaria non è competizione, è arroganza. Invitiamo tifosi, società e media a non farsi trascinare da queste provocazioni e a ricordare che il derby va vissuto sul campo, non nei toni offensivi e divisivi.
Gela non accetta lezioni da chi pensa di poter sminuire la nostra città”.
