..e luce ‘non’ fu nella fontana do Buvuru

Nonostante siano state inoltrate tre richieste da 'Gela che cambia'
19/11/2025
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Il Quartiere Buvuro dal mese di giugno è stato tirato a lucido. Li dove è stata rinvenuta  la storica “ la Necropoli dei bambini”, oggi tutto è stato abbellito e curato: dalle vecchie cantine sono riemersi oggetti d’epoca, biciclette, ruote, dettagli che raccontano un pezzo di vita passata. Il cielo sopra il quartiere è stato decorato con ombrellini colorati e mandala, creando un’atmosfera viva, accogliente, quasi fiabesca.

Ma c’è un’assenza che pesa: la fontana della Santuzza, antico simbolo del quartiere con almeno 200 anni di vita, resta dimenticata e al buio.

Un tempo era punto di riferimento per le donne del rione, che lì andavano ad attingere l’acqua in assenza di servizi in casa. Oggi, invece, quella fontana appare trascurata, pur conservando un altissimo valore storico e affettivo.

A denunciare la situazione è l’associazione ‘Gela che Cambia’, da tempo impegnata nella valorizzazione dei luoghi simbolo della città. L’associazione ha inviato tre pec da settembre ad oggi affinche’ venga installato un semplice faro da 10 euro per illuminare la fontana e ridarle dignità come tutto ormai profuma di dignitàin quel lembo di Gela.

 

Tuttavia, nessuna risposta è mai arrivata, nonostante le EmPEC inviate in diverse occasioni. Una mancanza di attenzione da parte dell’amministrazione che stride con gli sforzi dei cittadini attivi e delle associazioni che lavorano per migliorare il volto dei quartieri storici.

Nel quartiere Buvuro, oggi risplende quasi tutto. Tranne quel piccolo, grande simbolo del passato,  che aspetta solo una luce per tornare a raccontare la storia.

“A proposito di luce, nella piazzetta della collaborazione – dicono il presidente dell’associazione Gela che cambia Renato Messina ed il segretario Emanuele Sacco – il secondo faretto donato dall’ imprenditore Angelo Marinetti si è bruciato e di nuovo la piazzetta è poco illuminata quindi poco risaltata di notte e anche lì il comune non interviene”.

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