Una storia d’amore fra gli aranci e i tesori archeologici della quale si parlerà il 1 dicembre al Teatro Eschilo su iniziativa della prof Lina Orlando con la docente dell’Università di Messina Katia Ingoglia e Fulvia Toscano direttore artistico del festival NaxosLegge

Un legame di calore ecl cultura che ha come sfondo la terra di Sicilia negli anni Cinquanta e Gela che viveva il suo dopoguerra di ricostruzione fra le antiche vestigia greche.
L’ amore che sboccia all’ombra delle mura archeologiche è quello fra l’archeologo rumeno Dinu Adamesteanu (1913-2004), profugo dalla Romania di Ceausescu, e la neuropsichiatra infantile inglese Daphne Phelps (1911-2005), nipote del pittore Robert Kitson e vestale della bella dimora di Taormina da lui ereditata.
Un esempio emblematico di integrazione per i due professionisti e protagonisti della storia di Marinella Fiume, alla stregua di quello tra colonizzatori greci e indigeni di Sicilia.
Dello spaccato di vita trascorsa dall’archeologo qui, del suo lavoro e dei suoi tormenti di profugo il libro è una straordinaria fonte di informazione.
E forse, in quel gruppetto di lettere annodate con un nastrino rosso e fino all’ultimo accarezzate da Daphne, si cela una relazione di coppia impossibile. E mentre la Phelps chiude i suoi giorni a Taormina, l’archeologo conclude il suo viaggio nell’antica Herakleia, perché il nóstos, il “ritorno a casa” è verso quella patria dove si è scelto di vivere e di morire.
Intrecciando citazioni saggistiche e testimonianze dirette e mixando il genere del romanzo con la biografia, l’Autrice ricostruisce le figure di due grandi personaggi il cui profilo si staglia in luoghi ricchi di storia e di bellezza…
Le foto ed i video storici che arricchiranno la serata sono a cura di Frano Longo.
